cripta abbadia san salvatore
Toscana,  Italia

Abbadia San Salvatore…che sorpresa!

Ho un certo debole per l’architettura paleocristiana e romanica, lo ammetto. Se anche voi subite questo fascino non potete perdervi Abbadia San Salvatore, in provincia di Siena. Un paesino scoperto un po’ per caso, non lo nego, ma forse proprio perché non me lo aspettavo mi è piaciuto ancora di più. La cripta dell’abbazia presente, da cui la cittadina prende il nome, a mio avviso è un vero e proprio capolavoro di architettura

La via Francigena e il borgo medievale 

La cittadina di Abbadia San Salvatore si trova lungo la Via Francigena, antica via medievale mercantile e di pellegrinaggio che collegava l’Europa del Nord all’Europa del Sud arrivando direttamente a Roma. Proprio l’abbazia è stata un luogo di ristoro fisico e morale per i pellegrini e i viandanti nel corso dei secoli. La sua origine antica si comprende visitando il suo borgo medievale. Passeggiando per il centro storico perdetevi tra i vicoletti dell’antico centro abitato medievale. Strette viuzze tra edifici in pietra ognuno diverso e caratteristico con le sue insegne e decorazioni storiche attorno ai portoni d’ingresso. Tra un vicolo ed un altro si aprono meravigliosi scorci panoramici sulla Val d’Orcia

Una delle tradizioni più sentite ed antiche è l’accensione delle Fiaccole. Grandi cataste di legna a forma piramidale che vengono accese e bruciate nella notte della vigilia di Natale attorno a cui gli abitanti si riuniscono per festeggiare. Una tradizione millenaria, legata forse all’origine vulcanica del Monte Amiata, molto sentita e partecipata da tutta la comunità.

Proprio la storia di Abbadia San Salvatore è legata alla pietra o meglio è una storia scavata nella roccia. Fino ad alcuni decenni fa’ una delle attività più importanti era il lavoro legato alle miniere di cinabro da cui si ricavava il mercurio nella zona del Monte Amiata. Oggi a testimonianza di tutto ciò è stato istituito il Parco Museo Minerario di Abbadia San Salvatore. Un museo dedicato alla geologia, alla storia delle miniere in particolare al lavoro nelle gallerie e alla vita quotidiana dei minatori. Seppur differenti mi sono tornate alla mente le Miniere di sale di di Wieliczka.

L’Abbazia San Salvatore

L’abbazia benedettina San Salvatore fu fondata a metà dell’VIII secolo dal re longobardo Ratchis nel luogo dove la leggenda narra che gli apparì la Trinità sopra un abete bianco. Ad oggi dell’abbazia rimangono solo la chiesa con cripta annessa e il chiostro. Proprio nel chiostro si trova il Museo di Arte Sacra “Don Roberto Corvini”. In questo monastero si custodì per secoli la Bibbia Amiantina, uno dei più antichi testi della Bibbia in lingua latina. Oggi all’interno del museo è presente una sua copia.

La chiesa di San Salvatore ha una croce latina e di stile romanico con un’unica navata con copertura a capriate lignee. Si affaccia su una piazza e al suo interno si sviluppa su due piani fuori terra e uno sottoterra. E’ proprio il livello della cripta, a cui si accede tramite due scalinate laterali, che vi lascerà senza parole. Trentacinque colonne, di cui ventiquattro originali, tutte diverse tra loro con capitelli scolpiti con decorazioni vegetali e zoomorfe, ma anche con simboli religiosi e mistici che si alternano ad archi e volte a crociera. Le colonne che mi hanno colpito maggiormente sono quelle zoomorfe e la colonna definita “storica”. Sul capitello sono rappresentati a rilievo quattro personaggi (forse i fondatori dell’abbazia) intercalati da teste di cavallo. Entrando nella cripta si respira un’aria di spiritualismo davvero unica. L’illuminazione artificiale presente sottolinea ancor di più la solennità del luogo sacro. 

Nel corso dei secoli l’intera struttura ha subito pesanti lavori di restauro e in parte è stata modificata e ricostruita nel corso degli anni Sessanta. L’ingresso alla chiesa e l’annessa cripta è libero (consigliata un’offerta per la manutenzione dell’edificio sacro) mentre per visitare il museo di Arte Sacra è necessario acquistare un biglietto in loco.

Il fascino di Abbadia San Salvatore

Abbadia San Salvatore ha un fascino antico nel suo centro medievale e un fascino da vacanze del boom economico italiano nei suoi alberghi e nelle sue osterie dallo stile tipico del turismo anni Sessanta. Per via della sua posizione vicino al Monte Amiata era un luogo ideale per le vacanze in montagna. Ancora oggi il Monte Amiata è conosciuto per i suoi trekking d’estate e le sue piste d’inverno.

Non si può andare via da Abbadia San Salvatore senza aver provato il suo dolce tipico, ovvero la ricciolina. Una torta di pasta frolla farcita con crema al cioccolato, nocciole e meringa. Tipiche anche le zuppe a base di funghi e castagne, i salumi di cinta senese e i pici.

A questo proposito vi vorrei consigliare un locale un po’ alternativo dove andare a mangiare. Si chiama Horto Sapiens e si trova in piazza XX Settembre. Non è un vero e proprio ristorante ma una bottega con annessa piccola osteria dove è possibile degustare piatti tipici accompagnati da buon vino e comprare i prodotti di loro produzione. Abbiamo mangiato così bene e ci è piaciuto così tanto il progetto che c’è dietro di valorizzazione dei prodotti locali di piccoli produttori agricoli che abbiamo deciso poi di acquistare alcuni prodotti da riportare a casa come “souvenir”. 

2 commenti

  • marina lo blundo

    Non sono mai stata a Abbadia San Salvatore e in genere tutta la zona dell’Amiata e poi più giù dell’interno della provincia di Grosseto la conosco poco. Mi sono innamorata di quella colonna col nodo gordiano: è splendida! A me piacciono tanto le decorazioni architettoniche medievali, con i capitelli da cui nascono animali fantastici e improbabili: sono meravigliosi!

    • trottoleinviaggio@gmail.com

      Se ti piacciono le decorazioni architettonici medievali non puoi perderti questa abbazia! Anche se in parte è rifatta è veramente magnifica

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