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Amici delle Trottole

Amici delle Trottole: Solal e la sua vita in viaggio

Anni 26, Paesi visitati 48 (50 se contiamo gli Stati non ufficialmente riconosciuti), continenti 4, lingue parlate 5, è lui il nostro ospite per questo Amici delle Trottole: Solal e la sua vita in viaggio.

La prima volta che ho incontrato Solal

In verità questa è la storia della seconda volta che ci siamo visti: agosto, location casa di Nonna Marina, evento il novantaduesimo compleanno di Nonna, ventotto parenti tra zii, cugini e figli. Questo è stato il primo evento ufficiale “scelto” da Mari per presentare Solal a tutta la nostra numerosa, ma soprattutto chiassosa, famiglia.

“Scelto” perché Mari e Solal non dovevano essere presenti alla cena, ma per uno sfortunato incidente non erano potuti partire per le vacanze a Napoli.
“Che peccato Solal, sei dovuto rimanere nelle Marche!”
“Ma io sono contentissimo, amo le Marche!

Queste le prime parole che ci siamo scambiati e a seguire (mesi dopo) l’intervista che ci ha concesso raccontandoci della sua vita in viaggio!

Parlaci di te, presentati.

Mi chiamo Solal, sono francese israeliano, nato e cresciuto a Parigi. Studio relazioni internazionali.

Il nome “Solal” che origini ha?

Viene dall’aramaico. Mia mamma è nata in Israele, è lì che vive la maggior parte della mia famiglia! Ho una nonna di 80 anni che ancora viaggia in tutto il mondo, dovreste intervistarla per questa rubrica! Fino a qualche anno fa facevamo a gara con mamma e nonna su chi avesse visitato più Paesi. Credo di aver superato il record di entrambe!

Quante lingue conosci?

Parlo francese, ebraico, italiano, inglese e russo. Ora sto imparando il cinese, faccio due ore di lezione a settimana.
Ho studiato anche lo spagnolo per cinque anni ma dopo che ho imparato l’italiano non riesco più a parlarlo, faccio un po’ di confusione
.

Quanti continenti e Stati hai visitato?

Continenti abitati tutti tranne l’Oceania. Mi piacerebbe tantissimo visitare l’Antartide, è uno dei miei grandi sogni.
Stati visitati, non lo so! Prendo una lista, contiamoli insieme.
[dopo 10 minuti abbondanti]
Quarantotto! Cinquanta se contiamo quelli non ufficialmente riconosciuti!

In quanti di questi hai vissuto un tempo della tua vita?

Ho vissuto in Europa fino ai 16 anni, in Francia, a Parigi. A 16 anni sono andato in Asia, a Seul, Corea, dove sono rimasto fino ai 19 anni. Poi sono tornato in Europa, prima per due anni in Italia, a Roma e poi altri tre anni in Russia, a Mosca.

Come è stato vivere “pochi” anni in Paesi diversi?

E’ stato bellissimo, mi sono sentito fortunatissimo di aver vissuto tutte queste esperienze da molto giovane.

Come hai vissuto il fatto di passare una vita in viaggio non per tua scelta?

La prima volta, quando non ho scelto io, è stata un po’ forzata. All’inizio non ero molto contento, poi però arrivato a Seul ho cambiato idea. Sono andato con la famiglia ma poi io non sono voluto tornare in Francia e ho deciso di spostarmi in Italia a vivere, per mia scelta.

Se dovessi scegliere un posto che chiami “casa”, quale o quali sarebbero?

Considero “casa” il posto dove dormo la sera. Anche quando viaggio per turismo dico “torno a casa” o “sono a casa”, indicando il posto dove dormo.
Però considero “casa di famiglia” la mia casa di Parigi e la “casa che mi sono “costruito”” quella a Roma.

Qual è l’ultimo viaggio che hai fatto?

L’ultimo viaggio quello per venire qua, nelle Marche. Quindi Cairo-Montoro. Ero in Egitto e sono rientrato in Italia per passare le feste qua.

Quale sarà il prossimo viaggio?

Vorrei raggiungere degli amici in Sudamerica, Costa Rica, per metà gennaio. Però prima passo in Francia a trovare mia mamma!

Che posto vorresti visitare tra quelli che ti mancano?

Vorrei andare in Antartide. Il fatto che è tutto ghiaccio ma sotto ci sia terra, è affascinante. Però non voglio visitarlo da turista, voglio passarci del tempo, trovare un tirocinio o qualcosa che mi permetta di andare là. Ma sto vedendo e cercano solo o scienziati o cuochi, sembra che non hanno bisogno di un laureato in scienze politiche internazionali!

Nel tuo percorso di studi hai frequentato scuole locali o internazionali?

Quando stavo in Francia ho sempre frequentato le scuole statali. A Seul poi sono andato al liceo francese. Per quanto riguarda l’università ho scelto sin dall’inizio una scuola americana, anche se stavo a Roma. Dai 16 anni in poi ho seguito sempre scuole internazionali.
In Russia ho scoperto un altro tipo di “internazionalità”. Pensavo di aver visto tante culture, conosciuto tante persone provenienti da tutto il mondo, frequentando un’università americana. Ma in Russia ho incontrato persone di altre nazionalità, dal Kazakistan, dal Tagikistan, Siriani, Nord Coreani, un altro tipo di “internazionale” che non conoscevo.

Hai mai avuto difficoltà ad integrarti?

No, assolutamente! In Corea ho avuto modo di imparare bene l’inglese, era la lingua che utilizzavo fuori da scuola, quella e i gesti. Una volta in un ristorante per chiedere del pollo mi sono messo ad imitarlo.
Dopo aver vissuto in Corea ho utilizzato sempre l’inglese come lingua per la mia vita in viaggio!

Sei stato tre anni in Corea, non hai provato ad imparare il coreano?

Andavo in una scuola francese, a casa si parlava francese. Fuori, essendo Seul, te la cavavi con l’inglese. Ma so un po’ di coreano. Lo so leggere, è facilissimo l’alfabeto coreano, in due giorni lo impari!
Riesco comunque a chiamare un taxi, chiedere del cibo, informazioni e altre cose base in coreano. Una volta imparate un po’ di parole, formavo la frase in inglese inserendo le parole principali in coreano, così mi capivano meglio!

Ti è dispiaciuto cambiare continente e lasciare la Francia dove avevi legami e amicizie?

Aver vissuto fino a 16 anni a Parigi è stato fantastico! Poi a quell’età iniziavo ad andare alle feste, conoscevo le prime ragazze, giravo per la città, era fantastico! Inizialmente infatti non ho preso benissimo la notizia del trasferimento in Corea. Poi però ho capito che per me è stata una grande opportunità.

Non ero molto bravo a scuola quando vivevo in Francia, saltavo spesso le lezioni per stare in giro a Parigi!
Quando sono arrivato a Seul, la mia classe al liceo era composta da solo altre due persone oltre me. E’ stato come avere un insegnante privato! Lì sono riuscito a dedicarmi con più passione allo studio e per me è stato molto importante.

Hai mantenuto dei rapporti di amicizia a Parigi o li hai persi?

Si, ho tantissimi amici. Ho mantenuto tutti i rapporti che avevo. Ora la mia famiglia non ha più una casa a Parigi, ma ho tutti i miei amici che sono come una famiglia per me. Quando torno a Parigi sto dagli amici. Ho creato e coltivato delle belle relazioni!

Sceglieresti questo stile di vita in viaggio per il tuo futuro e per una futura famiglia?

Per me viaggiare fa parte della mia vita e un domani molto probabilmente farà parte anche del mio lavoro. Mi piacerebbe portare con me i miei cari ma le decisioni in una famiglia non si prendono mai da soli! Però se avessi dei figli vorrei che avessero una base stabile, un’abitazione in campagna da considerare “casa”, dove poter tornare sempre.

E dove te la immagini questa casa in campagna?

In Francia o in Italia. Mi immagino a passeggiare da vecchio per Roma, a ripercorrere le vie dove camminavo quando ci ho vissuto!

Quindi se fosse in Italia, te la immagini a Roma una casa?

Probabilmente sì!

Delle Marche invece cosa ti piace di più?

Le Marche mi piacciono tantissimo! Anche se non ci sono stato tante volte, sono riuscito a visitare parecchi posti. Amo tantissimo il Monte Conero e andare al mare a Portonovo!
Se dovessi scegliere una città direi Urbino, Mari aveva detto che era piccola, ma non immaginavo così piccola e tanto bella!
Anche Pesaro d’estate mi è piaciuta tantissimo, lì abbiamo mangiato la Pizza Rossini, la adoro!

Visto che hai tirato in ballo il cibo, qual è il tuo preferito?

Tutto il cibo romano: carbonata, amatriciana, cacio e pepe. Il cibo che ho mangiato a Roma è il più buono in assoluto.
Mi piace anche il sanguinaccio!

Una vita piena, sempre in viaggio! Ogni volta che incontro Solal mi diverto sempre a chiedergli da dove viene ed è stato un piacere per me intervistarlo e conoscerlo un po’ di più!


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