Albania,  Europa

Bunk’art 2: il bunker-museo sulla storia albanese

Aperto al pubblico per la prima volta sei anni fa, oggi il Bunk’Art 2 è un museo che racconta la storia della dittatura comunista di Enver Hoxha. Consigliamo assolutamente la visita, perché quella albanese è una dittatura recente, terminata solo nel 1991, susseguita poi da una guerra civile fino al 1997, che ha visto partecipe anche l’Italia.

Il museo

L’esposizione si può visitare tutti i giorni dalle 9 di mattina alle 18. Il venerdì, il sabato e la domenica il museo rimane aperto fino alle ore 19. Il costo di ingresso per un adulto è di 700 lek (poco meno di 6€). 

Il museo è stato allestito all’interno del bunker originale. L’esposizione si articola quindi all’interno di piccole stanze, collegate da lunghi e stretti corridoi. All’interno la temperatura è di qualche grado inferiore rispetto l’esterno. Trovandosi sotto terra, non ci sono aperture verso l’esterno e l’odore di umidità è abbastanza percepibile. 

Ovviamente la parte adibita a museo è una minima parte del bunker originario. Questo luogo sicuro ha una superficie totale di 1000 mq ed era stato costruito per mettere in salvo membri della polizia e del ministero dell’interno in caso di attacco nucleare. Si parla di 700 mila bunker esistenti in tutta l’Albania durante la dittatura di Hoxha, anche se il governo ne dichiarò costruiti solo 175 mila. 

La storia dell’Albania

La dittatura comunista albanese è una storia recente. Ancor più recente è la guerra civile scoppiata al termine del governo di Hoxha. Seppur bambina, ho ancora ricordi di immagini del telegiornale dove si vedevano queste imbarcazioni di fortuna piene di gente che cercava di scappare dalla crisi del Paese. Ricordo ancora i bambini che erano arrivati in Italia e si aggiungevano nelle nostre classi per studiare con noi. La storia dell’Albania è un passato che abbiamo vissuto tutti. Era reale e lo diventa ancor di più percorrendo i corridoi e visitando le stanze del Bunk’art2.

Le immagini, i video, gli oggetti, le testimonianze e anche le riproduzioni realistiche dell’epoca comunista albanese allestite all’interno del bunker, ci riportano indietro nel tempo. Vale la pena fermarsi e ascoltare i racconti di coloro che hanno vissuto per metà della loro vita all’interno dei campi di lavoro, dove si sono sposati e hanno messo su famiglia. Parliamo degli anni Sessanta, fino al 1991. Campi di lavoro che ci fanno pensare a quelli ben più conosciuti della Shoa. Ascoltando le testimonianze sugli schermi, pensavo ai miei genitori, che avrebbero potuto avere un passato simile se solo fossero stati in Albania. I racconti delle persone, così come le immagini, sono molto toccanti e commoventi

All’interno del Bunk’Art 2 si lascia largo spazio anche alla storia della polizia segreta del controspionaggio conosciuta con il nome di Sigurimi. Durante il regime comunista, chiunque tentasse di entrare o uscire dal Paese era considerato un sovversivo del potere. Cimici, interrogatori, persecuzioni erano previste per tutti coloro che potevano manifestare dissenso al regime di Hoxha. Del Sigurimi facevano parte anche cittadini comuni, che operavano nei paesini montani di confine come spie, gli unici cittadini che potevano possedere delle armi oltre alle forze armate. 

All’interno del bunker vengono elencate e spiegate in dettaglio le torture più utilizzate dalla polizia segreta che svolgeva maggiormente nel luogo conosciuto come “La Casa delle Foglie”, oggi museo poco distante dal bunker. Parliamo di una polizia segreta del tutto analoga alla Stasi della Germania dell’Est.

Quanto tempo dedicare alla visita del Bunk’art 2?

Abbiamo impiegato due ore per visitare tutte le stanze. Ci siamo soffermati a leggere tutte le didascalie, a vedere ogni video ed ascoltare tutte le testimonianze. Sicuramente è una visita che fa affrontata con consapevolezza e adatta maggiormente ad un pubblico adulto

Percorrere i sotterranei di Tirana e rivivere la storia dell’Albania è sicuramente una cosa che consigliamo di fare, anche per comprendere meglio l’architettura e la fase di sviluppo recente che sta vivendo la capitale albanese.

4 commenti

  • Mimì

    Interessante metà l’Albania e questo museo è davvero fuori dagli schemi tradizionali, pur raccontando uno spaccato del paese!

    Una visita da affrontare con consapevolezza, come giustamente dici tu. Ma da fare assolutamente

    • trottoleinviaggio@gmail.com

      Purtroppo è una storia recente e la consapevolezza di visitare questi posti vicini a noi cronologicamente è maggiore ma aiuta molto nella comprensione e nello spirito della visita

  • Eliana

    Le foto a corredo di quest’articolo trasmettono un’incredibile ondata di emozioni, motivo per cui sono certa che poter assistere di persona a simili testimonianze possa rappresentare un’esperienza indimenticabile. Da questo punto di vista ricorda il Museo della Resistenza di Lione.

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