fioritura castelluccio di norcia
Umbria,  Italia

Fioritura di Castelluccio di Norcia come in un quadro impressionista

Il luogo più simile al Tibet che esista in Europa

Così lo definì Fosco Maraini. Non sono mai stata in Tibet ma mi piace questa associazione. La fioritura dei campi di Castelluccio di Norcia si trova in uno degli altipiani più famosi d’Italia, sicuramente lo è nel mondo di Instagram. A volte il mondo social è artificiale e costruito, sarà così anche per Castelluccio? O sarà davvero una tavolozza di colori?

Sarà che ho avuto la fortuna di visitarlo nella sua massima fioritura, sarà che sono capitata in uno degli anni più belli (o almeno così dicono alcuni veterani della fioritura) ma mi è sembrato di passeggiare in un quadro di Monet.

E per chi, come me, adora gli impressionisti non può non rimanere affascinato da questo spettacolo di Madre Natura.

Come arrivare a Castelluccio di Norcia

Negli anni scorsi alcune strade sono state chiuse per via dei gravi danni causati dal sisma del 2016. Temporaneamente ne riaprono alcune proprio d’estate. 

Avendo trascorso un weekend in Umbria, all’andata abbiamo percorso la strada da Norcia (PG), mentre al ritorno siamo passati per Visso (MC). Entrambe sono facilmente percorribili, ad eccezione di un tratto d’ingresso al paesino di Castelluccio di Norcia dove, per via dei lavori ancora in corso, è presente un senso alternato di marcia regolato da semafori. 

Esiste una terza strada per raggiungere l’altopiano di Castelluccio proveniente da Arquata del Tronto (AP). 

Dove parcheggiare a Castelluccio di Norcia

Nel 2020 hanno autorizzate due aree di sosta per il parcheggio temporaneo fino al 31/07/2020, al Pian Grande e al Pian Perduto, con un totale di circa 760 posti.

Nei weekend tali parcheggi sono a pagamento (5€ per auto e moto), mentre dal lunedì al venerdì gratuiti. Se trovate posto vi consiglio di parcheggiare in una di queste due aree, perché vista l’alta affluenza di persone nei periodi di massima fioritura (e non solo nei weekend) parcheggiare lungo la strada provoca ingorghi e problemi di traffico.

Abbiamo visitato Castelluccio di Norcia di lunedì mattina per evitare l’affollamento ma, vista la grande popolarità ed essendo nei giorni di massima fioritura, era comunque molto trafficato. Benché la presenza di molti posti auto liberi la noncuranza dei turisti li ha portati a parcheggiare lungo la strada pur di scattare una foto, provocando ingorghi e non prestando la giusta attenzione alla natura del luogo. Quando visitiamo in particolare posti così ricordiamoci sempre che gli ospiti siamo noi e di portare il giusto rispetto verso la natura che ci circonda. 

Neanche a dire non so quanti fiori sono stati calpestati pur di raggiungere lo scatto perfetto. 

La fioritura dell’altopiano di Castelluccio di Norcia 

L’altopiano di Castelluccio di Norcia si trova a circa 1450 metri sul livello del mare e fa parte del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. La lenticchia ormai è simbolo di Castelluccio e con lei la sua fioritura. In realtà questa tavolozza di colori che si crea ogni anno non è dovuta ai fiori della lenticchia, come si potrebbe pensare, ma alla scelta di coltivarla in maniera naturale, dando spazio così anche ai fiori spontanei e alle erbe infestanti. I fiori della lenticchia sono infatti quasi impercettibili, piccoli e bianchi e vengono sovrastati dalla moltitudine di altri fiori presenti naturalmente. A seconda del periodo il Pian Grande di Castelluccio si dipinge di giallo, di rosso, di bianco e di viola. Tra fine giugno ed inizio luglio i colori predominanti sono senz’altro il rosso e il viola. 

Nella zona del Pian Grande, sulle pendici di Poggio Croce a lato del paesino, si trova il celebre bosco dei Sibillini a forma d’Italia. Fu realizzato nel 1961 per festeggiare il primo centenario dell’Unità Nazionale. 

Per chi volesse ammirare Castelluccio di Norcia e il suo altopiano è presente una webcam permanente attraverso la quale è possibile osservarlo in qualsiasi momento della giornata. 

Castelluccio di Norcia per me

Dopo avervi dato delle informazioni pratiche su come ammirare la fioritura di Castelluccio di Norcia, lasciatemi dar voce alle sensazioni che si provano. Erano anni che volevo assistere alla fioritura dell’altopiano, ma poi come spesso accade per un motivo o per un altro non ci sono mai riuscita. Essere così immersi nei colori, nei profumi, nella natura stessa è qualcosa di, lasciatemi passare il termine, “surreale”. Sembra quasi essere in un luogo incantato. 

E ancor di più se si pensa sia unico: quel giorno, quel momento, quei colori saranno diversi non solo l’anno dopo, ma anche dopo un paio di giorni. I colori saranno diversi anche a seconda dei raggi solari nel momento in cui lo visitiamo. Arrivati di mattina presto tutto l’altopiano era sommerso da una “coperta” di nuvole, ma dopo neanche mezz’ora i colori hanno iniziato a prendere il sopravvento “spazzando” via le nuvole. Neanche a dirlo, qua è il paradiso per i fotografi

E se pur ormai diventato famoso ed affollato, in particolar modo nei weekend, conserva ancora, almeno in parte, la sua magia iniziale. O almeno per me è stato così, avendo avuto modo di visitarlo in una mattina infrasettimanale. 

Certo, vedere l’abitato della frazione di Castelluccio di Norcia fa male. Forse per deformazione professionale ancor di più visti i tempi burocratici per la ricostruzione. Credo sia importante anche far ripartire l’economia in questo paesino così martoriato dal sisma del 2016 anche con un piccolo gesto di acquisto di un prodotto locale  come la lenticchia IGP e il pisello Roveja. 

Castelluccio di Norcia per un’appassionata di fotografia

Ho avuto la fortuna di ammirare la fioritura un venerdì pomeriggio, poco prima di un temporale. Parlo di fortuna perché le previsioni avverse hanno fatto desistere molti visitatori e questo ha permesso di ammirare e fotografare il paesaggio con tranquillità.

Appena arrivata il mio primo pensiero è stato: come farò a rendere giustizia a tutta questa bellezza? Si perché la bellezza della fioritura è incredibile e a perdita d’occhio. Infinità di inquadrature possibili aperte all’osservatore. Il paesaggio è ampio, le montagne intorno alla piana sono la cornice perfetta e le nuvole conferiscono ancora più profondità, ma i protagonisti assoluti sono i colori, accesi e brillanti, dei campi fioriti. Rosso, blu, giallo, verde si alternano e si mescolano tra loro creando arcobaleni di fiori. Il contrasto stridente della natura che toglie e che dà è evidente in questo luogo: alzando lo sguardo il paesino distrutto e ai suoi piedi i campi rigogliosi coltivati, le balle di fieno, il bosco a forma d’Italia simbolo di rinascita.

Ovunque si volge lo sguardo c’è qualcosa da fotografare e qualcuno che scatta una foto, perché alla tentazione di immortalare almeno un po’ di quella bellezza è davvero difficile resistere.

Ringraziamo Veronica Berrè per aver condiviso con noi i suoi scatti e le sue riflessioni.

23 commenti

  • paola

    Ho visto e letto molto in proposito e mi piacerebbe moltissimo assistere a questo colorato spettacolo. Tutto sta nel beccare il periodo giusto e poi lanciarsi tra i fiori con la macchina fotografica. Posso solo immaginare quale possa essere l’impatto visivo dal vivo. Incredibile!

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