Campania,  Italia

Napoli Sotterranea: un’altra città nel sottosuolo

C’è una Napoli che non si vede a prima vista. Una Napoli nascosta, grande quanto la Napoli che conosciamo. E’ la Napoli Sotterranea: una rete di cunicoli, gallerie e acquedotti che si sviluppa fino a quaranta metri di profondità nel sottosuolo partenopeo.

I tour

Non è possibile visitare questo mondo sotterraneo se non attraverso dei tour organizzati e con guida. Però niente paura! Ci sono due tour differenti, gestiti da due associazioni diverse. 

Uno parte nei pressi di via dei Tribunali, precisamente da Piazza San Gaetano, 68. Per iniziare il percorso è sufficiente mettersi in fila. Sarete poi fatti entrare a scaglioni di gruppi di circa 50 persone ed accompagnati nel percorso da una guida. Ogni mezz’ora circa entra un gruppo. Da qui partono anche tour in lingua straniera. Per maggiori informazioni potete visitare la pagina dedicata. Il costo del biglietto d’ingresso è di 10€.

Un altro tour, gestito da un’altra associazione, parte da Piazza Plebiscito, precisamente di fronte al bar Gambrinus

NAPOLI SOTTERRANEA – Tour da Via dei Tribunali

Noi abbiamo scelto di seguire il tour con partenza da via dei Tribunali. Semplicemente abbiamo scelto questo all’altro perché ci rimaneva più comodo e quando siamo passate c’era pochissima fila, essendo arrivato all’ultimo tour della giornata.

La realizzazione

I primi scavi per la Napoli di sotto, iniziarono circa 5000 anni fa.

Successivamente, in periodo greco, vennero scavati altri ambienti per estrarre il tufo giallo, pietra diffusa sul sottosuolo napoletano, con caratteristiche ideali per la costruzione della città.

In epoca romana si ebbe il più grande ampliamento della reta sotterranea. I Romani utilizzarono le gallerie come rete di acquedotti, alimentate dalle sorgenti del Serino, per poter portare l’acqua nella città. Sulle pareti oggi, in alcuni punti, si nota ancora l’intonaco idraulico, che venne utilizzato per rendere i muri impermeabili.

‘O Munaciello

Il primo ad “abitare” la Napoli sotterranea fu la figura del munaciello, personaggio del folclore napoletano, che nasce proprio “grazie” alla rete sotterranea. Questa figura sembra che fu alimentata dall’uso illecito degli addetti alla frequentazione dei pozzi, i pozzari, che utilizzavano gli accessi privati dei pozzi per entrare nelle abitazioni borghesi e compiere furti.

Le famiglie nobili, infatti, si potevano permettere pozzi privati e quindi accessi diretti all’acquedotto. Le famiglie meno abbienti, utilizzavano invece le cisterne con accesso da pozzi di uso comune.

I percorsi segreti

Proprio per il fatto che alcune case nobili avessero accesso a questa rete enorme di vie nascoste agli occhi della città, i percorsi sono stati utilizzati dai membri di famiglie benestanti per intrattenere relazioni illecite e per spostarsi segretamente da un luogo all’altro della città.

Altri usi della Napoli sotterranea

Le gallerie, nei secoli, vennero utilizzate per diversi scopi. Il suo utilizzo principale fu certo quello di cisterne per il convoglio dell’acqua e la trasmissione della rete idrica a tutta la città. 

Costruire una rete idrica unica fu una grande opera, ma si rivelò una minaccia. Soprattutto per malattie ed epidemie che si trasmettevano con molta facilità attraverso l’acqua. I sotterranei vennero quindi chiusi per alcuni periodi, per evitare di infestare le acque e di conseguenza tutta la città. 

In alcuni periodi più recenti, dopo la dismissione dell’acquedotto nel XX secolo, il sottosuolo venne utilizzato come luogo di scarico di materiale di risulta, motivo per cui ad oggi si cammina ad una quota superiore a quella degli scavi all’origine. 

Durante le guerre

I cunicoli vennero utilizzati successivamente anche come rifugio per i civili durante alcuni conflitti. Non a caso in alcune sale troverete delle riproduzioni di macchinari e degli oggetti di carattere militare, per ricordare l’uso di bunker che se ne fece durante le guerre. Proprio legati a questo uso, sono riconducibili le latrine, addossate in una parete di una sala. Nei lunghi periodi che i civili trascorsero qui per rifugiarsi dai bombardamenti, si adattarono con dei “bagni” molto semplici e con condizioni igieniche quasi del tutto assenti. 

Sempre durante questo tipo di uso, le cavità vennero “ristrutturate” e rese più accessibili. Vennero realizzate delle scale di accesso, un pavimento pianeggiante e venne realizzata una rete di illuminazione elettrica. Gli antichi accessi ai pozzi vennero tutti chiusi, per evitare che gli ordigni potessero penetrare nelle cavità e generare una catastrofe.

Il Teatro Greco – Romano

Il percorso guidato termina poi all’interno di un’abitazione. Si, è proprio così! Per visitare l’ultima parte della Napoli Sotterranea, verrete accompagnati all’esterno ed entrerete in una abitazione a poche vie di distanza.

L’abitazione è una classico appartamento napoletano, chiamato “basso” perché si trova a piano terra. I bassi a Napoli sono abitazioni povere, con ingresso direttamente dalla strada. Si entra in unico ambiente, lungo e stretto, spesso con un’unica superficie finestrata coincidente con l’ingresso. 

Il teatro di origine greco – romana fu scoperto perché la signora che abitava questo basso sosteneva di avere una cantina, alla quale accedeva attraverso una botola, posizionata sotto il proprio letto.

La “cantina” non è altro che parte di un teatro, costruzione risalente all’epoca greca. Un teatro molto più grande di quello che oggi è in parte visitabile. Un teatro sopra il quale, nel corso dei secoli, i napoletani hanno costruito le proprie abitazioni. Non è difficile pensare che anche le abitazioni vicine, hanno un pezzo di storia greco-romana in casa!

Per abbinare il tour di Napoli Sotterranea con altre meraviglie di questa città, potete consultare il nostro articolo dedicato al capoluogo campano!

10 commenti

  • Dany M

    Conoscevo i sotterranei di napoli ma nelle mie visite alla città non sono mai riuscita a visitarli. Spero prossimamente di recuperare. Al momento sono stata solo ad Edimburgo sottoterra 🙂 suggestivo!

    • trottoleinviaggio@gmail.com

      Anche la Napoli sotterranea è proprio suggestiva. Chissà tu possa farne proprio un confronto con Edimburgo per capire quanta differenza culturale-architettonica c’è tra le due!

  • Noemi

    Sono stata a Napoli l’anno scorso dopo parecchi anni che mancavo e, ahimè, ancora non sono riuscita a vedere la Napoli sotterranea. Mi sa che la prossima volta non posso mancare questo appuntamento 🙂

  • Lucia

    Non sono mai stata a Napoli e di conseguenza non ho visto neanche la Napoli sotterranea, però ne ho sentito parlare e ho trattato l’argomento in un articolo fatto per lavoro. Quindi diciamo che l’ho conosciuta tramite web e sembra davvero interessante, spero di visitarla prima o poi😉

    • trottoleinviaggio@gmail.com

      Ciao Lucia! Spero tu possa conoscerla anche dal vivo perché è molto bella e interessante per capire tutta la storia della città!

  • anna

    Sono stata a Napoli qualche tempo fa, ma non ho avuto tempo a sufficienza per visitare Napoli sotterranea: è assolutamente sulla mia lista per il prossimo viaggio in questa città.

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