Sardegna,  Italia

Nuraghe “Su Nuraxi”: l’area archeologica di Barumini

Nel Comune sardo di Barumini, a circa un’ora a nord di Cagliari, si trova il sito archeologico che ospita il nuraghe “Su Nuraxi”, l’unico riconosciuto come patrimonio Unesco.

La visita

L’ingresso al Nuraghe ha un costo di 14€ ed è possibile entrarvi solo accompagnati da una guida. La visita guidata ha la durata di un’ora circa. Il biglietto d’ingresso, oltre la visita guidata all’area archeologica, comprende l’entrata anche al polo museale della Casa Zapata e al Centro giovanile Lilliu.

Il nuraghe di Barumini non è il più grande della Sardegna. Questo primato è detenuto dal nuraghe pentalobato di Arrubiu ad Orrioli. “Su Nuraxi”, nuraghe quadrilobato, è sul podio per essere stata riconosciuta nel 1997 come unica area archeologica nuragica patrimonio dell’umanità e bene protetto dall’Unesco.

Il nuraghe “Su Nuraxi”

I nuraghi sono costruzioni di forma troncoconica diffusi in tutta la Sardegna. Nascono con funzione difensiva e militare e con il tempo intorno a loro iniziano ad installarsi veri e proprio villaggi. Più che di “nuraghe” singolo infatti dovremmo parlare di villaggio nuragico di Barumini. 

Inizialmente nell’area archeologica di Barumini venne eretta una torre principale, quella che oggi vediamo al centro. La torre presentava tre livelli interni, collegati tra loro con delle scale. Inizialmente l’ingresso era posto alla quota del terreno. Con il passare del tempo però questa modalità di accesso diventa sempre meno sicura per la difesa dal nemico. A questo punto si decide di spostare l’ingresso a sette metri di altezza, che si raggiungevano con scale in legno a pioli retrattili.

Il nuraghe quadrilobato

Il progetto iniziale di un’unica torre era sempre più esposto agli attacchi nemici. Questo è il periodo in cui si costruiscono le quattro torri che comporranno poi il quadrilobato, andando a lasciare la prima torre nella parte centrale. Le quattro torri sono esposte ognuna verso un punto cardinale e sono collegate tra loro internamente. L’unico spazio aperto e di passaggio tra le torri è una corte interna, dove si trova anche il pozzo, tutt’oggi di acqua potabile.

Le quattro torri presentano un doppio ordine di feritoie, un ordine al piano terra e uno al piano primo. Queste feritoie servivano per avvistare il nemico a breve distanza. 

All’interno ogni torre si sviluppava su tre piani, collegati da scale in pietra esterne. Ogni piano aveva solai con travi e pianelle in legno. Ancora oggi durante la visita è possibile vedere i buchi dove venivano inserite le travi.

Gli ingressi di tutte le torri sono architravati e sopra l’architrave si trova un piccolo foro che serviva per scaricare meglio il peso della struttura. Gli accessi non sono molto alti, bisogna considerare che l’altezza media di un uomo a quell’epoca era 1,60 metri. 

Le mura di protezione

In un’ultima fase costruttiva il nuraghe “Su Nuraxi” vede la costruzione di una muraglia, ulteriore protezione contro gli attacchi nemici. Con la costruzione delle mura esterne iniziò il primo insediamento del villaggio. Le abitazioni esterne erano costituite da un solo ambiente. Spesso al centro dell’ambiente veniva posizionata la macina e il forno. I muri perimetrali degli ambienti erano realizzati in pietra e la copertura era realizzata con travi in legno e sterpaglie.

A Barumini si nota la presenza anche di un antico tempio, forse utilizzato per i riti purificatori delle acque. Il tempio ha infatti una bacinella centrale per la raccolta delle acque e tutto intorno un sedile per i fedeli. In prossimità del tempio è stato trovato un tesoretto con alcune monete in metallo, il che fa pensare che in questo luogo si svolgessero riti propiziatori.

Le pintadere

Sempre all’interno delle abitazioni sono stati ritrovati altri resti della vita quotidiana. Oggi al nuraghe “Su Nuraxi” durante la visita potete scorgere forni e macine delle case. Tutti gli altri oggetti rinvenuti si trovano invece al Museo Archeologico di Cagliari o al Polo museale di Casa Zapata. 

Tra i reperti sono state rinvenute delle pintadere. Le pintadere sono una sorta di stampi circolari realizzati in pietra o terracotta che servivano per marchiare il pane. Questa pratica della marchiatura del pane era comune in quanto bisogna pensare che il pane veniva cotto in forni comuni. Per questo ogni famiglia aveva il suo marchio che serviva per riconoscere la propria pagnotta. Uno degli stampi usati per le pintadere vi potrebbe essere familiare: il motivo geometrico di una di queste è stato ripreso per creare il logo del Banco di Sardegna. 

Tracce romane al nuraghe “Su Nuraxi”

Ma i Romani che hanno vissuto nella non lontana Nora, non sono passati anche qua?

Certo che si! I Romani sono arrivati anche al nuraghe “Su Nuraxi” di Barumini e forse qui vi hanno abitato riutilizzando le abitazioni del villaggio. Troviamo un segno del loro passaggio in una decorazione di pietra, appunto proprio di un’abitazione. I Romani, straordinario popolo di costruttori, dovevano pure lasciare la loro firma anche a Barumini!

Una volta terminata la visita al nuraghe “Su Nuraxi” consigliamo una sosta alla vicina Casa Zapata, una residenza della famiglia spagnola degli Aragonesi che conquistarono e governarono la Sardegna dopo il secolo XIV. Casa Zapata oggi è sede anche di un polo museale con una sezione archeologica, dove potete rivedere i reperti del nuraghe di Barumini. Il plesso dista soltanto 200 metri dal sito archeologico e la visita libera è compresa nello stesso biglietto

3 commenti

  • Moira

    Sono affezionata alla Sardegna. Ci vado ogni volta che posso e sono innamorata dell’isola della Maddalena. Vorrei fare un tour di tutta l’isola in macchina per vedere anche zone non particolarmente turistiche. Del tuo articolo mi ha fatto sorridere la foto delle pintadere, una delle quali simbolo dell’istituto bancario dove lavorava mio papà che da milanese è diventato un grandissimo conoscitore dell’isola. Spero di poterci tornare presto!

  • Mimì

    Che meraviglia! Ecco un motivo per visitare la splendida Sardegna non solo per il suo spettacolare mare! Non è il solo, ma vale la pena andarci anche in altre stagioni, non solo in estate!

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