Veneto,  Italia

Venezia insolita: il quartiere ebraico

Venezia è conosciuta per i suoi canali e ponti, gli edifici signorili e maestosi, il festival del cinema, il carnevale iconico e perfino la biennale d’arte. Visitare Venezia significa passeggiare tra le calle, entrare nel Duomo di San Marco, fare un giro in gondola. Ma cosa c’è di insolito da visitare a Venezia? La risposta te la diamo noi: il quartiere ebraico.

Il quartiere ebraico di Venezia si sviluppa a pochi metri dalla stazione ferroviaria. Precisamente si trova nella zona di Cannareggio. Sta a circa una ventina di minuti a piedi da Piazza San Marco.

La parola “ghetto”

Passeggiando per le strade del quartiere ebraico troverai scritto più volte “gheto”. Precisamente si distinguono tre zone con questo appellativo: “il gheto vechio”, “il gheto novo”, “il gheto novissimo”. La parola “ghetto” non veniva usata con l’accezione negativa di quartiere cittadino di dimora e confinamento, significato negativo che si le si è dato durante la seconda Guerra Mondiale. Il “geto”, come pronunciato alla veneziana, era il luogo che indicava l’area dove sorgeva la fonderia di Venezia. In base agli anni dove si spostarono le fonderie nel tempo, si costituirono poi le tre aree “vecchio”, “novo”, “novissimo”. Proprio la parola veneziana, di tutt’altro significato, venne poi usata per identificare un luogo di confino per la popolazione ebrea e il tutto portò poi alle vicende cruente dell’olocausto. 

Il quartiere ebraico più antico del mondo

Il quartiere ebraico di Venezia è il più antico di tutto il mondo. Proprio qui si stabilì la prima comunità ebraica riunita in un’unica zona della città. Fu il doge di Venezia a decidere di far riunire in questo luogo tutti i cittadini di origine ebraica presenti nella Repubblica di Venezia. Nell’anno 1516, l’area delle ex fonderie diventa il quartiere ebraico di Venezia, con tanto di porte di accesso controllate da guardie cristiane e divieto di uscire di notte per gli ebrei. 

Il primo insediamento della comunità ebraica all’interno del ghetto avvenne in quello che è oggi “il gheto novo”. Intorno alla piazza principale del ghetto tutt’oggi è possibile ritrovare qualche riferimento al primo insediamento. Osservando gli edifici si può notare come i piani delle case siano relativamente bassi. Giunsero improvvisamente a Venezia numerosi nuclei di ebrei da tutta Europa e l’esigenza di nuove abitazioni li costrinse a realizzare quante più piani possibili nei palazzi esistenti, che vennero inoltre aumentati in altezza. Si trattava di abitazioni condivise e anguste. Intorno alla piazza presero vita anche tre sinagoghe: la sinagoga Canton, la sinagoga italiana e la sinagoga Tedesca. Per accedere a quest’ultima si entra dal Museo Ebraico. 

Un altro simbolo del primo insediamento è la scritta “banco rosso”. Qui si trovava un banco dei pegni. Dalle testimonianze esistevano nella piazza anche un “banco nero” e un “banco verde”. Agli ebrei infatti era concesso svolgere solo tre professioni: usurai, medici e successivamente commercianti dell’usato!

Oggi visitando il quartiere ebraico della città di Venezia capita di incontrare anche alcuni ebrei ortodossi. Sono per lo più uomini, studenti alla yeshivah (la scuola di studi della Torah) provenienti da Gerusalemme o dalla più grande comunità ortodossa di New York. Non farete fatica a riconoscerli. Si distinguono per un abbigliamento formale, kippah o cappello in testa e i parosh, i capelli ai lati del capo arricciati e più lunghi. 

Le sinagoghe

Le sinagoghe all’interno del quartiere ebraico di Venezia sono cinque. Tre sono quelle più antiche che affacciano sulla piazza. Non è così automatico identificarle. Un trucchetto per capire dove sono è quello di guardare nella parte più alta degli edifici e osservare delle finestre più ampie e diverse dalle altre. La sinagoga si trovava sempre nella parte più alta dell’edificio, poiché secondo la religione non ci può essere nulla di terreno sopra di essa. 

Altre due, la sinagoga Spagnola e la sinagoga Levantina, si trovano a poche centinaia di metri, nell’area del ghetto vecchio. Queste sinagoghe sono state costruite successivamente e sono ospitate in edifici più signorili. In quest’area del quartiere ebraico vivevano famiglie più ricche, di ebrei-mercanti che si dedicavano al commercio.

Visita alle sinagoghe del quartiere ebraico

Oggi è possibile visitare le sinagoghe solo con visita guidata della durata di 45 minuti. Le visite sono organizzate dal Museo Ebraico durante tutti i giorni ad esclusione del sabato, giorno festivo ebraico. Prima di programmare la vostra visita, consultare il sito ufficiale per verificare il luogo di incontro ed eventuali chiusure per festività religiose. Il costo della visita è di 12€ a persona. 

Gli ebrei di Venezia nella Seconda Guerra Mondiale

Durante la Seconda Guerra Mondiale anche gli ebrei di Venezia subirono prima il confinamento e poi la deportazione. In ricordo dei 246 deportati nella piazza del ghetto si trova una scultura dove sono incisi tutti i loro nomi e poco lontano una serie di sculture ricordano gli eventi cruciali successi proprio nel ghetto agli albori dell’olocausto. Come in parecchie città italiane, anche a Venezia, è probabile identificare qualche pietra d’inciampo. Nel ghetto non se ne trovano poi così tante perché negli anni Trenta gli ebrei vivevano ormai dispersi in tutta la città.

9 commenti

  • Mimì

    Trovo la visita alla tua Venezia insolita, un invito a scoprire la Venezia più vera e profonda che si possa cercare! Davvero interessante la visita al ghetto ebraico! A dimostrazione di quanto questa città sappia donare, andando oltre l’ovvio!

    Grazie mille carissima

    • trottoleinviaggio@gmail.com

      Grazie mille! Penso che a volte siamo abituati a vedere il turistico e ci dimentichiamo della parte storica che ci fa comprendere meglio le dinamiche urbane della città

  • Lara

    Molto interessante, non sapevo dell’etimologia della parola “ghetto”. Certo che anche se si va a Venezia 10 volte, ogni volta c’è qualcosa di nuovo da visitare!

  • Teresa

    Ho visitato il ghetto ebraico qualche anno fa, mi è piaciuto molto perchè è una parte di Venezia del tutto insospettabile. Mi dispiace solo che in quell’occasione la sinagoga era chiusa, non ricordo bene perchè!

  • Tamara

    Ho avuto la “fortuna” di visitare Venezia subito dopo il lockdown quindi mi son goduta la città in perfetta solitudine! Una città meravigliosa, non sapevo che il quartiere ebraico fosse tra i I più antichi

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