Italia

5 borghi fantasma da scoprire nel Centro-Nord Italia

Quanto fascino hanno i borghi fantasma? Per noi tanto! Ecco perché abbiamo deciso di realizzare questo articolo collaborativo insieme alle nostre colleghe delle Travel Blogger Italiane legato proprio ai borghi fantasma da scoprire in Italia. Se anche voi subite questo fascino, ecco 5 borghi del Centro-Nord da non perdere! 

“L’occhio che guarda questi luoghi immagina il loro passato, sente attraverso la pelle consumata dal tempo l’anima che li avvolge.“

Roberto Peregalli 

Narbona (CN) – Piemonte

Iniziamo questo “viaggio” tra i borghi fantasma del centro-nord Italia partendo dal Piemonte e più precisamente dalla Valle Grana. Nadia di Diario di Avventure ci racconta la storia di Narbona, il cui passato/futuro sembra sospeso nel tempo e legato al filo della speranza dei suoi abitanti.

La storia di Narbona si ferma il 17 aprile 1960. L’ennesima nevicata isola la frazione per ben cinque giorni. Una valanga lambisce le abitazioni. E’ la goccia che fa traboccare il vaso e le poche famiglie rimaste abbandonano le loro case. Fino a pochi anni prima qui era un brulicare di vita. Il lento declino della borgata era iniziato nel 1958 con la chiusura della scuola elementare. I bambini avevano iniziato a studiare nel convitto alpino di Pradleves e i giovani erano partiti per cercare un lavoro altrove. Solo gli anziani erano rimasti a presidiare il posto.

Narbona può essere raggiunta solo a piedi. I sentieri che la collegano con le altre frazioni diventano inagibili non appena arrivano le prime nevicate. Il periodo migliore in cui avventurarsi in questo angolo di Valle Grana è quindi tra giugno e ottobre. Lasciata la macchina nel piccolo parcheggio della borgata di Colletto di Campomolino, si seguono le indicazioni per Valliera e Narbona (l’Arbona in dialetto provenzale). In circa un’ora e mezza, in parte nascosti dalla vegetazione, appaiono i ruderi delle case.

Sembra che gli abitanti siano fuggiti in fretta lasciando lì parte della loro quotidianità. In realtà quei piatti e bicchieri ancora sul tavolo della cucina erano un segnale di speranza. Quei montanari ingegnosi che erano riusciti a domare un vallone così inagibile contavano, un giorno, di tornare. Negli anni Sessanta una serie di furti e atti vandalici influì pesantemente sull’abbandono definitivo di Narbona.

L’escursione ad anello prosegue ancora per un’ora e mezza tornando al punto di partenza. A questo punto, se la struttura è aperta, si può visitare il Pichot Mouzeou de la Vito d’Isì (Piccolo Museo della Vita di Quassù) che contiene una raccolta di oggetti per capire la vita di montagna senza tutte le comodità a cui siamo abituati.

Consonno (LC) – Lombardia

Sapevate che un tempo esiteva la Las Vegas italiana

O almeno era il sogno di un imprenditore italiano. Un borgo fantasma davvero particolare da non perdersi se ci si trova in Brianza. Curiosi di saperne di più? Allora non vi resta che scoprire Consonno grazie a Silvia di Appunti in Valigia

In Brianza a meno di un’ora da Milano c’è un vero e proprio paese fantasma, un borgo da una storia particolarissima fatta di grandi sogni e grandi fallimenti. Sto parlando di Consonno, una frazione del Comune di Olginate in provincia di Lecco che sorge in posizione sopraelevata a 634 metri sopra il livello del mare e che regala viste su tutta la zona circostante: il fiume Adda, il Resegone e i paesini vicini.

Negli anni 60 Consonno fu il teatro del sogno di un eccentrico imprenditore milanese, il Conte Mario Bagno, che voleva rendere questo paesino una sorta di Las Vegas italiana, una città dei balocchi nella verde Brianza lecchese. L’imprenditore acquistò l’intero borgo, lo demolì completamente e fece costruire diversi edifici bizzarri per la zona: un centro commerciale arabeggiante con annesso un minareto, un hotel di lusso, una pagoda cinese, varie case vacanza, bar e ristoranti e tante altre costruzioni. Un trenino permetteva ai visitatori di girare l’intero borgo. Inizialmente l’iniziativa riscosse del successo, soprattutto perché era una vera e propria novità,  ma già alla fine degli anni 70 iniziò l’oblio. Una frana bloccò l’accesso al paese e la scarsa affluenza di visitatori portò tante persone ad abbandonare il borgo.

Nel 2007 poi un rave party illegale portò molta devastazione alle costruzioni abbandonate ormai da tempo. Oggi non rimane che un paese fantasma, completamente pedonale, dove si può passeggiare ed ammirare i resti di questi edifici. Il consiglio è di tenersi sulla strada ed evitare di entrare negli edifici in quanto tante parti sono pericolanti e pericolose.

Elcito (MC) – Marche

Dal nord Italia passiamo al centro, nelle nostre care Marche. Alessandra di Itinerari Low Cost ci parla di Elcito, soprannominato il Piccolo Tibet delle Marche.

A poca distanza da San Severino Marche, in provincia di Macerata, si trova l’incantevole borgo di Elcito abitato ormai solo da una manciata di persone. Conosciuto anche come ‘il Tibet delle Marche’ Elcito è tutto ciò che resta di un antico castello eretto a difesa dell’abbazia benedettina di Valfucina.

Perché venire ad Elcito? Almeno per due ottime ragioni. 

In primo luogo, per la sua posizione. Elcito, infatti, si trova arroccato su di uno sperone roccioso a circa 820 metri di altezza e questo permette al visitatore di godere di un panorama straordinario sulle vallate circostanti. 

In secondo luogo, Elcito è un borgo fantasma. Fino agli anni Settanta del secolo scorso era abitato da circa duecento persone che man mano se ne andarono preferendogli località più comode del maceratese. Pensate che, comunque, ad Elcito non c’è mai stato un negozio di alimentari! La comunità locale era, infatti, autosufficiente. Oggi Elcito è frequentato soprattutto in estate per la bellezza dei suoi panorami e per la sua attraente solitudine.

Lungo le viuzze del piccolo borgo sono affisse fotografie e pannelli che raccontano la vita che un tempo si svolgeva all’interno del paese dove oggi si sentono solo il rumore del vento o il verso di qualche animaletto curioso.

Se venite a visitare Elcito nel periodo autunnale vi consigliamo a breve distanza di fare tappa alla Faggeta di Canfaito: uno dei luoghi più belli delle Marche per ammirare i colori del foliage. Qui si possono ammirare i più antichi faggi della regione nonché percorrere splendidi sentieri in mezzo alla natura.

Castelnuovo Auditore (PU) –  Marche

Sempre nelle Marche tra i borghi fantasma da scoprire in Italia c’è Castelnuovo Auditore, frazione di Sassocorvaro Auditore (PU). Un borgo dalle origini medievali, come dimostrano alcuni tratti delle fortificazioni ancora esistenti. Fino agli anni Cinquanta contava circa 600 persone, con tanto di scuola e ufficio postale, ma piano piano iniziò a spopolarsi fino all’attuale stato di borgo pressoché fantasma. 

Si avvista in lontananza per il campanile della chiesa che spunta dalla fitta vegetazione. Si trova sulla sommità di una collina e per arrivarci siamo partiti dalla via Cannelle per una passeggiata di un paio di chilometri in salita che piano piano, ad ogni curva scopriva un po’ di più del panorama circostante. Volendo questa strada sterrata si potrebbe percorrere anche in auto, ma vi consiglio di arrivarci camminando. 

Ad annunciare l’arrivo sempre lui, il campanile che fiero svetta. Alcune case sono ancora abitate, o almeno ogni tanto i proprietari vengono, ma la maggior parte sono in rovina ed abbandonate. Specchio del paese è la chiesa con la copertura crollata dove la vegetazione ha preso ormai il sopravvento. La mano umana di chi ci è affezionato si nota da alcuni giardini curati e alcune piccole aiuole che sono in contrasto con il resto del borgo abbandonato. Un tempo, come suggerisce il nome, sorgeva un castello di cui oggi rimane poco niente se non alcune grotte un tempo usate come magazzino. E’ presente anche il camposanto in alto, contraddistinto da un viale d’ingresso di cipressi, tipico delle aree cimiteriali marchigiane. Proprio qua si nota come dagli anni Settanta – se non ancora prima – Castalnuovo Auditore si sia via via sempre meno popolato.

Toiano (PI) – Toscana

Ultimo tra i borghi fantasma nel centro-nord Italia che vi consigliamo di scoprire è Toiano. Un paesino conteso nei secoli e tristemente famoso un tempo per essere la “ Città della bella Elvira”, ancora oggi racchiude mistero e fascino. A raccontarcelo Barbara di Wanderlust in Travel.

Toiano è un piccolo borgo toscano; si trova nel comune di Palaia, in provincia di Pisa. Questo meraviglioso posto fu spesso motivo di contese fra Pisa, Firenze e Lucca per via della sua posizione strategica, dato che si trova al centro di queste tre province. 

Alla fine dell’Ottocento contava circa 500 persone iscritte all’anagrafe e da allora il numero è sempre calato, fino ad arrivare a zero negli anni sessanta. 

A differenza di altre città fantasma, qui non ci sono state calamità naturali che hanno fatto scappare le persone; semplicemente era troppo isolata dal mondo circostante, per cui gli abitanti hanno scelto di trasferirsi altrove per avere un lavoro più stabile.

Il villaggio ha un’unica strada, che divide a metà l’intero abitato; non ci sono vie secondarie. La bellezza di Toiano, arroccato su una collina con una vista spettacolare sui colli verdi tipicamente toscani, è stata in realtà anche la sua rovina. 

Questa famosa città fantasma della Toscana, è chiamata anche “Città della bella Elvira”, a causa di un fatto di cronaca successo nel 1947, quando una giovane ragazza (Elvira) è stata sgozzata alla vigilia delle nozze e ritrovata poi successivamente nei boschi limitrofi. Il suo assassino, però, non è mai stato trovato. Narra la leggenda che il suo spirito girovaga ancora tra le rocce della città!

Negli ultimi anni, però, qualcuno ha cercato di portare vita al borgo…Alcune case sono state ristrutturate e vengono usate durante le vacanze, ma resta il fatto che sia ancora molto suggestiva; la cortina di terrore che l’avvolge non cessa…non credete anche voi?

Mai sentito parlare di Urbex? 

Tutto questo si può racchiudere in una parola, ovvero Urbex. Ma cosa significa? Tradotto dall’inglese Urbex vuol dire letteralmente “esplorazione urbana”, più precisamente di luoghi abbandonati, dimenticati o in rovina.

Il concetto di Urbex è abbastanza recente, ma le sue origini risalgono al 1793 quando il famoso esploratore delle Catacombe di Parigi, Philibert Aspairt, si perse al loro interno e morì. Il suo corpo venne ritrovato solo dopo 11 anni.

Oggi il concetto di Urbex è diventato più popolare grazie ai media e sempre più persone rimangono affascinate da questo mondo. La regola dell’Urbex è quella di non rivelare l’esatta locazione dei luoghi per cercare di preservarne la bellezza.

Ma fare Urbex è legale? La cosa migliore da fare sarebbe chiedere permessi alle autorità competenti o ai custodi. In caso questo non fosse possibile, basta seguire poche regole: bisogna controllare che non ci siano cartelli di divieto o proprietà privata o che non si debbano forzare serrature. Così risulterebbe come una violazione di domicilio, e quindi un reato. Detto questo, il codice penale italiano permette il transito in un luogo abbandonato se questo non viene deturpato o occupato. Inoltre devono essere assenti recinzioni. Inoltre l’esploratore urbano deve limitarsi ad osservare e non sottrarre oggetti.

Concludo riportando il motto degli Urbexer:

“Non prendere niente altro che fotografie e non lasciare niente altro che le impronte dei piedi”
(Take nothing but photographs, leave nothing but footprints). 

Questa frase rispecchia l’anima Urbex, infatti si deve lasciare intatto tutto quello che si trova per consentire ad altri rivivere la storia del posto.

Ringraziamo Alice di Il Mondo attraverso Alice per averci chiarito un termine sempre più utilizzato – legato in primis agli edifici abbandonati, ma anche ai borghi fantasma – ma non sempre chiaro a tutti. Ricordiamoci sempre di esplorare i luoghi abbandonati con cautela e rispetto.

Se vi è piaciuto questo articolo non perdetevi la seconda parte del guest post sui borghi fantasma del Centro sud Italia! 

Fotografia in copertina di Alice di Il Mondo attraverso Alice

18 commenti

  • Nadia

    È stato un piacere collaborare con te a questo articolo ricco di storie di borghi che hanno saputo resistere per tanto tempo. Grazie per averci dato l’opportunità di raccontare sul tuo blog questi posti affascinanti e ricchi di mistero. Ti segnalo due piccoli refusi negli anchor text: “Diario di Avventure” va al plurale, “Appunti in Valigia” e non di… Il tuo articolo mi ha incuriosita parecchio!

    • trottoleinviaggio@gmail.com

      Merito delle Travel Blogger che hanno partecipato al guest post! Non perderti la seconda parte Annalisa se ti affascinano questi luoghi 😉

  • Veronica

    Credo che i luoghi abbandonati , che li si ami o no, esercitino un fascino indiscutibile. Di questi che avete descritto non ne avevo mai sentito parlare. Grazie per i suggerimenti.

  • Eliana

    A Consonno ci sono stata nel 2017, in una giornata di dicembre, fredda e con tanta neve: mi è sembrata ancora più spettrale! Non amo particolarmente i luoghi abbandonati, devo dire che mi inquietano, però sono sicuramente suggestivi per la fotografia!

    • trottoleinviaggio@gmail.com

      Sicuramente anche il tempo non ha aiutato…trovo che il loro fascino sia dovuto anche al loro lato inquietante e misterioso

  • Mimì

    Davvero interessante questo articolo: non conoscevo questi borghi fantasma del Nord Italia! Una buona scusa per visitarli! Bellissimo articolo corale e ottimo spunto per mille viaggi!

    Grazie …
    A presto Mimì

    • trottoleinviaggio@gmail.com

      Tante volte associamo i borghi fantasma al sud Italia, in realtà anche al nord e in particolare in zone montuose nel corso dei decenni sono stati abbandonati diversi paesini

  • Rossella

    Quanti luoghi abbandonati esistono. Da un lato mi incuriosiscono, ma dall’altro mi mettono un po’ di tristezza e paura. Quello di Consono per esempio non è molto lontano da me ma ho sempre avuto timore a recarmici, soprattutto con i ragazzi.

    • trottoleinviaggio@gmail.com

      Si, i borghi fantasma evocano emozioni contrastanti anche per me. Comprendo benissimo che non tutti abbiamo la curiosità o lo stato d’animo di visitarli

  • Valentina

    Non ho mai visitato un borgo fantasma e di questi che Alice ha elencato, conosco (solo perché ho visto qualche immagine su Instagram) quello di Consonno.

    Posso chiederti dove è stata scattata l’immagine scelta per la copertina del post? Anche di quella villa “mangiata” dalla vegetazione ho visto varie foto sul web, ma non ho ancora trovato la sua giusta localizzazione. Dovrebbe essere in provincia di Bologna se non erro.

    • trottoleinviaggio@gmail.com

      Ciao Valentina! Certo che puoi chiederlo ma purtroppo non so risponderti. La foto è di Alice, bisogna sentire lei 😊

  • Stefania

    Ho trovato l’articolo parecchio suggestivo ed intrigante! Non ho mai ricercato e visitato un borgo fantasma e sinceramente, ad oggi, me ne pento… dovrò rimediare e scoprire se c’è ne sono alcuni nelle vicinanze di Torino

    • trottoleinviaggio@gmail.com

      Siamo contente che ti sia piaciuto l’articolo. Esplorare un borgo abbandonato è una visita particolare che affascina e intristisce allo stesso tempo

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