casa rosada buenos aires
Argentina,  Sud America,  Mondo

Buenos Aires: la capitale del tango

La città più cosmopolita e allo stesso tempo più “europea” dell’Argentina. Buenos Aires è una capitale unica dal carattere forte e latinoamericano. Dell’Argentina quello che più mi ha levato il fiato è la sua incredibile naturaleza, ma Buenos Aires ti colpisce al cuore per la sua essenza, si respira musica e tango in ogni suo vicolo. 

Come arrivare

Buenos Aires è il punto di arrivo dall’Italia. Vi sono due aeroporti, Ezeiza (EZE) e Aeroparque Jorge Newbery. Solitamente i voli internazionali arrivano a EZE, anch’io sono atterrata proprio qua. Vedere Buenos Aires dall’alto beh non si può dire altro che “wow!”. Sembra non abbia mai fine, una distesa infinita di luci. Non ho avuto modo di visitare subito la capitale dell’Argentina in quanto per me era solo uno scalo; la mia meta era Rosario. Una volta superati i controlli di passaporto e dogana (vi chiederanno dove siete diretti e dove alloggerete) mi sono diretta ad un altro terminal dedicato ai voli interni argentini. Prima di tutti i voli interni vi faranno togliere le calzature e vi sarà un controllo antidroga con i cani.

Successivamente sono tornata a Buenos Aires in pullman, il mezzo più utilizzato in Argentina per spostarsi, per prendere un volo diretto alle Cascate dell’Iguazù. Anche in questo caso sono arrivata di notte nella capitale argentina, ma questa volta è stato un arrivo impattante.

Pur vivendo da diversi mesi in Argentina e pur essendo stata più volte in stazioni di autobus in orari notturni per la prima volta ci siamo un po’ spaventati pur stando al chiuso. Buenos Aires è una metropoli dove bisogna stare molto attenti soprattutto di sera e la stazione degli autobus di Retiro si trova a lato di una villa, la Villa 31. Una villa argentina è simile a una favelas brasiliana, solitamente si trova nella periferia delle metropoli al contrario questa si trova nel centro della capitale argentina. La mia coinquilina argentina sosteneva che fosse un bene perché così, vedendola tutti con i propri occhi, ci si rendeva conto di come vivesse quella popolazione ai margini della società e della criminalità. Tanta povertà non può lasciare indifferenti.

Come si dice non c’è due senza tre e proprio la terza volta è stata quella buona per visitare la capitale argentina! 

Come muoversi a Buenos Aires

Muoversi in una metropoli così grande non è semplice, ma i luoghi principali da visitare sono tutti abbastanza “vicini” tra loro. Buenos Aires è dotata di una metropolitana chiamata Subte. Preparatevi perchè la metropolitana di Roma vi sembrerà vuota a confronto!

Nei giorni festivi si prende tranquillamente ad eccezione degli orari di punta, mentre nei giorni feriali qualsiasi metro che abbiamo preso era stracolma di persone. Tanto per farvi rendere conto siamo scesi ad una stazione metro e visto la folla (e il maggiore rischio di essere borseggiati) abbiamo deciso di aspettare un paio di minuti che sfollasse, ma essendo presente un’unica uscita in cima ad una scala per centinaia di persone prima ancora che uscisse la metà dei passeggeri già era arrivato un altro treno affollato come il precedente. Non c’era alternativa l’unica era lasciarsi trascinare dal flusso delle persone! Per prendere la Subte vi conviene fare la tessera ricaricabile SUBE. Molto più facile districarsi tra le linee di metropolitane che tra tutte le linee degli autobus, per cui è comunque valida la tessera SUBE.

Di notte vi consiglio di limitare gli spostamenti a piedi e di prendere taxi o remises ufficiali (radiotaxi) per muoversi. 

Cosa visitare a Buenos Aires 

Buenos Aires è una vera e propria metropoli, ma per fortuna le principali attrazioni sono relativamente vicine tra loro e si trovano nei quartieri centrali. Se vi piace camminare, molte di queste sono raggiungibili a piedi. Ecco quelle che ho visitato seguendo i consigli dei miei amici argentini e della mia fedele guida Lonely Planet.

Microcentro e Congreso

Il cuore di Buenos Aires, attraversato dalla sua arteria pedonale principale Florida, è il quartiere di Microcentro con il centro economico-finanziario della capitale. Si trova qua anche il centro politico con la Plaza de Mayo, famosa per le manifestazioni e le proteste delle Madres de la Plaza de Mayo per ricordare i propri figli desaparecidos. Al centro si innalza l’obelisco bianco della Piramide de Mayo. Sulla piazza si affacciano la Casa Rosada, sede della presidenza argentina, il Museo del Bicentenario, la Catedral Metropolitana, il palazzo comunale Cabildo e il centro commerciale Galerias Pacifico

Il Centro Cultural Kirchner ospitato nell’ex ufficio postale centrale ospita spazi espositivi per eventi culturali ed artistici. L’ingresso è gratuito. Un giro è quindi d’obbligo anche solo per curiosità e per ammirare la Ballena Azul, sala da concerti con 1800 posti a sedere.

Il barrio Congreso è diviso da Microcentro dalla strada più larga al mondo con le sue 16 corsie, Avenida 9 de Julio. Il nome del quartiere viene dal Palacio del Congreso che ospita il senato argentino ispirato architettonicamente al Campidoglio di Washington. In questo barrio si trova il teatro principale della capitale, il Teatro Colon e uno dei simboli della città, l’Obelisco. Un luogo meno turistico in quanto di fatto è una libreria, è El Ateneo. Non ve la potete perdere in quanto si trova all’interno del Teatro Gran Splendid ed è tra le librerie più scenografiche al mondo.

Palermo e Puerto Madero

Il quartiere per uscire la sera è Palermo, in particolare Plaza Serrano. Troverete bar e locali per tutti i gusti. Proprio questo secondo me è il quartiere in cui vi conviene soggiornare.

E’ un quartiere con grandi parchi come il Parque 3 de Febrero che contiene uno zoo, un planetario e un Giardino Giapponese. Proprio il Jardin Japonés con i suoi laghetti con le carpe koi, i suoi bonsai e ponticelli è un luogo da non perdere per rilassarsi dal traffico cittadino. Proprio a Buenos Aires, nel quartiere di Belgrano, c’è una zona chiamata Barrio Chino, dove sembra immergersi per un attimo in un altro Paese: ideogrammi, ristoranti, supermercati, agopuntura…insomma una piccola chinatown dove vive gran parte della comunità immigrata da Cina e Corea. 

Come per la zona del lungo fiume di Rosario, anche nell’area portuale di Puerto Madero si è eseguita una profonda rigenerazione urbana trasformandolo in un’area immersa nel verde con la Reserva Ecològica Costanera Sur. Una passeggiata tra 300 specie di uccelli, iguana e tartarughe.

Noterete senz’altro il tocco di Calatrava attraversando il Puente de la Mujer

La Recoleta e Retiro

Il quartiere della Recoleta è il quartiere più esclusivo di Buenos Aires fin da fine Ottocento. Si nota dalle residenze signorili d’epoca presenti lungo le vie del barrio. Il luogo più famoso del quartiere è senz’altro il Cemeterio de la Recoleta, il cimitero dell’élite argentina. Eroi nazionali, ex presidenti, personaggi storici, ma tra tutti emerge una tomba sempre piena di fiori: il luogo dove è stata sepolta Evita Peron. Non pensiate sia così semplice da trovare tra tutte le vie costeggiate da mausolei e statue, fortunatamente è presente una mappa all’ingresso. Quasi mai prima mi era capitato di andare in una città e visitare il cimitero ma devo dire che il Cemeterio de la Recoleta merita senz’altro.

Andando poco più a nord del Cemeterio da vedere è la scultura di circa 20 metri: Floralis Genérica. Una scultura metallica a forma di fiore in movimento i cui petali si aprono di giorno e si chiudono la sera.

Nel quartiere del Retiro da non perdere la Plaza San Martin con la statua dedicata all’eroe nazionale argentina e il Monumento a los caidos de Malvinas, una questione ancora molto sentita in Argentina.

La Boca

Un barrio popolare e di immigrati, così è nata La Boca. E proprio uno dei luoghi più caratteristici di Buenos Aires, El Caminito, è nato un po’ per caso. Le pareti delle case costituite da lamiere ondulate erano dipinte con le vernici avanzate utilizzate per colorare le chiatte da esportazione. Ecco come si è creato questa esplosione di colori. Personalmente sono rimasta un po’ delusa in quanto sembra la classica trappola per turisti così piena di insegne di negozi e ristoranti che quasi non si riuscivano ad ammirare le casitas colorate. Non ho visto più quel senso di autenticità che ho trovato in altre parti della città. 

Appassionati o meno di calcio una visita almeno esterna della “Bombonera” è d’obbligo. Si può fare il tour interno dello stadio del Boca Juniors con l’annesso Museo de la Pasiòn Boquense. Durante le visita avrete modo di scoprire curiosità come l’ origine dei colori della squadra. Inizialmente i colori distintivi erano il bianco e il nero, successivamente vennero cambiati con l’azzurro e il bianco, ma essendo gli stessi colori di un’altra squadra argentina si decise di “scommetterli” in una partita. La squadra vincente avrebbe tenuto il bianco e l’azzurro. Chi conosce i colori del Boca Juniors sa già come è andata finire la sfida! La “leggenda” narra che i nuovi colori del Boca siano stati decisi dalla sorte. La squadra avrebbe preso i colori della bandiera della prima nave che avesse sbarcato in porto. Riuscite ad indovinare di quale nazione fosse? 

In Argentina il calcio è una sorta di religione quindi mi raccomando non dite che tifate River all’interno della Bombonera

San Telmo

Uno dei barrios più vivi della capitale argentina, pieno di fascino e personalità. Qua si trova una delle piazze più antiche di Buenos Aires, Plaza Dorrego dove ogni domenica si svolge La Feria de San Telmo: bancarelle di artigianato e di antiquariato in ogni viuzza. Si riempie di porteños e di turisti curiosi che passeggiano allietati durante lo shopping da spettacoli dal vivo di musica e di tango. Anche i non patiti di mercatini apprezzeranno sicuramente San Telmo per sentire l’anima pulsante della capitale argentina. 

Se non volete andarvene dall’Argentina senza aver provato a ballare un tango vi consiglio di andare in una milonga di Buenos Aires. Spesso prima della serata vi sono lezioni di tango per principianti comprese nel biglietto d’ingresso. Se volete assistere ad uno spettacolo di tango avrete l’imbarazzo della scelta a Buenos Aires. Se vi troverete nella capitale argentina, come me, a metà Agosto potrete assistere al Festival y Mundial de Tango. Spettacoli di tango di altissimo livello accompagnati da lezioni, convegni e competizioni in giro per la città.

12 commenti

  • Daniela

    Che sogno l’Argentina! Quanto mi piacerebbe andarci! Se solo riuscissi ad avere le ferie in inverno! Utilissima la tua guida su Buenos Aires, me la salvo sperando possa tornarmi utile presto!

  • LaZiaRo

    Ho degli amici argentini che vivono proprio da Buenos Aires. Mi han parlato spesso della “pericolosità” di questo posto, ma anche di come ci siano affezionati. Spero mi faranno da guida, quando andrò a visitarla! 😅 OT: ho fatto una lezione di prova di tango l’anno scorso. Quanto è difficile??? 😳

    • trottoleinviaggio@gmail.com

      Una guida locale è il massimo che si può chiedere in una città come BA! Il tango è veramente difficile…ma quanto è sensuale??🌹🌹🌹

      • Valentina

        Che bella deve essere Buenos Aires! E quante cose interessanti ci sono da scoprire! Non vedo l’ora di mettere piede in Argentina, è una terra che sogno di vedere da tantissimo tempo 🙂

        • trottoleinviaggio@gmail.com

          BA come tutta l’Argentina nasconde luoghi interessanti e sorprendenti…spero che tu possa realizzare presto il sogno di vederla!

  • Noemi

    L’Argentina è uno dei miei sogni da tempo. Credo che Buenos Aires sia la capitale americana più europea che ci sia. Poi mi piacerebbe senz’altro spingermi fino in Patagonia. Tu ci sei stata?

  • Virginia

    Mi incuriosiva leggere di Buenos Aires vista e vissuta da qualcun altro: noi ci siamo stati da poco, ma devo dire che ha un po’ deluso le mie aspettative. Quel che ho apprezzato di più è stato il Cimiterio di Recoleta.

    • trottoleinviaggio@gmail.com

      Buenos Aires, come un po’ tutta l’Argentina, è bella e piena di contraddizioni al suo interno. Per l’atmosfera e lo stile di vita l’ho trovata la città argentina più “europea” dove sono stata, ma gli spettacoli di tango per strada mi ricordavano dove fossi in realtà. In generale però, nel SudAmerica che ho avuto modo di visitare per ora, ho preferito sempre la “naturaleza” alle città

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