apecchio
Marche

Cosa fare ad Apecchio e dintorni

Ogni volta che andavamo sul Monte Nerone sentivo sempre parlare di Apecchio o leggevo l’indicazione lungo la strada. Alla fine sono riuscita a visitarlo trascorrendo alcune ore in questo piccolo borgo tra gli Appennini marchigiani. Se siete in zona ecco cosa vi consigliamo di fare ad Apecchio e nei suoi dintorni.

Cosa visitare ad Apecchio

Apecchio un tempo era legato alla famiglia degli Ubaldini, in particolare è associato a Ottaviano Ubaldini Conte della Carda, di Apecchio, Mercatello sul Metauro e Sassocorvaro e fratello di Federico da Montefeltro. Il centro storico di Apecchio è di chiara origine medievale con le caratteristiche case in pietra e mattoni.

Il simbolo della città che la contraddistingue è il suo ponte “a schiena d’asino”. Un ponte medievale in pietra ad arcata unica che sovrasta il fiume Biscubio, un tempo principale via d’accesso al borgo. La sua particolare struttura è possibile grazie ad un meccanismo di spinte tra l’arco principale e due piccoli laterali. A vederlo non sembra così tanto pendente, ma poi solamente quando lo si attraversa ci si accorge di quanto lo sia in realtà. Sono presenti non a caso dei profondi tagli a forma di lisca di pesce che un tempo servivano a non far scivolare i carri. Non vi nego che io invece li ho usati per divertirmi e saltellare tra uno e l’altro come una bambina.

Vi è una teoria secondo la quale il ponte a schiena d’asino sullo sfondo del quadro ”Madonna del Cardellino” di Raffaello fosse proprio quello di Apecchio con la cupola del Duomo di Cagli e il Castello di Frontone.

Salendo dal ponte verso il centro storico leggermente rialzato ci si perde tra le vie e le piccole chiese in pietra. Da non perdere il Palazzo Ubaldini con il suo portico interno di 8 colonne e la mappa antica del territorio. Proprio qua si trova il museo dei fossili di Apecchio e il teatro storico Perugini.

A lato del palazzo un tempo si trovava il quartiere ebraico di Apecchio. Fino al XVII secolo era presente una comunità ebraica in paese con tanto di sinagoga. Ad oggi rimane solo il forno basso tipico per cucinare il pane azzimo. Un vicolo davvero curioso si trova proprio in questo quartiere. Non è stato facile trovarlo, perché è uno dei vicoli più stretti d’Italia è largo infatti in alcuni punti neanche 40 centimetri e lungo 28 metri. Oggi è chiuso da porte inferriate e si trova tra via dell’Abbondanza e Via Garibaldi. La storia che c’è dietro è davvero curiosa. E’ stato edificato così non perché servisse un vicolo, ma per non pagare una tassa pontificia. Al tempo vigeva una tassa importante legata alle case degli ebrei che stavano a contatto con le case dei cristiani. Con questo stratagemma riuscirono ad aggirare tale tassa, geniali!

La porta d’ingresso alla città era il Campanone – chiamato “El Campanon” – con sulla sommità lo stemma degli Ubaldini.

Un altro oggetto particolare è la macina da guado. Il guado è una pianta che cresceva spontanea e veniva coltivata attorno al paese tra il XV e il XVIII secolo. Era molto ricercata secoli fa perché permetteva di tingere i tessuti di blu. Il processo di tintura iniziava proprio con la sua macinazione, essiccazione e polverizzazione. Era un processo articolato e costoso che è stato soppiantato dall’indaco proveniente dalle Indie, notevolmente più economico.

Poco fuori dal centro storico percorrendo un viale alberato, il “Viale di velluto” si trova una fontana di acqua solfurea. Alcuni la bevono per le proprietà benefiche, noi ci siamo limitati a vederla e sentirne l’odore. 

Sapevate che Apecchio è detta la città della birra? Ci sono diversi birrifici artigianali quali Birra Amarcord, Tenute Collesi e Venere. Insomma tra le cose da fare ad Apecchio non si può andare via senza averne provata almeno una! Per chi ama il tartufo qua come ad Acqualagna non avrete che la scelta se venite nel giusto periodo!

Siamo andati ad Apecchio un po’ all’arrembaggio senza informarci prima, ma pur essendo piccolo ha un percorso turistico associato ad un qrcode che troverete tra le vie. Unica piccola pecca, manca una mappa per inquadrare subito i luoghi da visitare e la loro posizione. Sapete che ci piace vedere sempre il lato positivo e quindi questa carenza è stata una possibilità di percorrerlo in lungo e in largo scoprendo nuovi luoghi e scorci magari non inseriti nell’itinerario. Quanta fatica, però, per trovare il vicolo stretto!

Cosa vedere nei dintorni di Apecchio

Per chi ama la natura, il trekking e la montagna non si deve perdere il Monte Nerone nei dintorni di Apecchio. Ci sono tantissime passeggiate da percorrere a seconda del proprio livello di allenamento, addirittura molti vengono qua anche per arrampicarsi sulle tante pareti rocciose presenti. Una passeggiata molto semplice da fare è quella che arriva alla Cascata di Fosso del Mulino, tra Piobbico e Apecchio. Una camminata di un’oretta scarsa immersa nella natura per giungere in questa cascata a due salti.

Sull’altro versante del Nerone vi consigliamo invece di arrivare da Pieia – frazione di Cagli – all’Arco di Fondarca. Un imponente arco di roccia, visibile già dal paesino, ingresso, un tempo, di un’enorme caverna crollata. Sempre nei pressi di Cagli c’è una cascata nascosta magnifica a Secchiano. La cascata del Fosso di Teria sembra un piccolo angolo di paradiso e d’estate si può fare il bagno (se non si è freddolosi!). Allo stesso modo sempre a Cagli ci sono tantissimi posti dove fermarsi lungo fiume e rilassarsi. Il posto più famoso senz’altro le cascatelle di Cagli .

Anche sul versante del Monte Nerone di Piobbico e Apecchio si possono trovare luoghi isolati dove rilassarsi sulla riva del fiume d’estate. Sia nelle zone di Cagli sia nelle zone di Piobbico-Apecchio ancora i fiumi sono puliti e trasparenti, in quanto la gran parte delle industrie si trovano più a valle.

Se nei dintorni di Apecchio vedrete un mappamondo gigante non vi preoccupate non state impazzendo, c’è davvero! Nella frazione di Colombara è stato costruito un mappamondo da record che si nota da chilometri di distanza. Al momento non è visitabile, peccato perché un giretto l’avrei fatto volentieri!

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