Fabrizio: un viaggiatore non proprio convenzionale
Oggi nella nostra rubrica Amici delle Trottole ospitiamo Fabrizio, amico e collega! In questo articolo avrai modo di scoprire che Fabrizio non è un viaggiatore convenzionale e il suo modo di viaggiare non è proprio “classico”. Ma non ti vogliamo rovinare la sorpresa e ti lasciamo subito leggere la sua intervista!
Ciao Fabrizio, parlaci un po’ di te e delle tue passioni
Ciao sono Fabrizio Fabretti ragazzo del 1981. Ferroviere, papà di 2 splendidi ragazzi Mattia e Federico e due cani Jack e Ciro.
Da sempre appassionato di sport. Fino a 30 anni ho fatto prevalentemente calcio, poi vedendo una gara di triathlon a Pescara mi si è accesa la lampadina. Dopo un anno ero al mio primo mezzo Ironman, partendo da zero. Da li in avanti è stato un susseguirsi di sfide con se stessi passando dal triathlon allo swimrun, al trail ed infine all’ultratrail.
La passione per la corsa ti ha portato a viaggiare in diversi posti, quali?
Si, appunto, con la corsa ho avuto modo di affrontare gare in Italia ed anche fuori. Come ad esempio il deserto del Sahara (Marcocco), partecipando nel 2023 alla Marathon des Sables. Poi a settembre 2025 ho partecipato ad un’altra gara impegnativa che è il Tor Des Geants, dove si corre tutto il periplo della Valle D’Aosta. Poi altre gare in tante località in Italia e anche Croazia.
Nei viaggi che fai per le tue maratone, riesci a conciliare sport e turismo?
Alcune volte mi è capitato di organizzare un viaggio e poi mentre ero nel luogo ho partecipato a qualche gara, ma solitamente imposto le gare e poi pianifico anche le cose da fare e vedere in quel luogo. Fare le gare è anche un modo per viaggiare e conoscere nuove persone.
Quale è stata la sfida sportiva più bella che hai affrontato? Parlacene un po’
La sfida più dura? Sono un po’ combattuto tra la Marathon des Sables e il Tor ma quello che ho vissuto in Marocco è stato unico. Quindi vi parlo della Marathon des Sables: una gara di 250 km a tappe nel deserto del Sahara. L’ ho corsa ad Aprile del 2023 tra 1200 persone di 90 nazioni differenti. Eravamo disposti in tende da 6 persone circa. La gara va fatta in autosufficienza nel senso che bisogna portarsi in spalla uno zaino con tutto tra vestiario, viveri e materiale obbligatorio. Il mio zaino alla partenza pesava 11 kg, un macigno correrci nella sabbia a 50 gradi.
Ogni mattina si partiva tutti assieme e si affrontava la tappa prevista fino ad arrivare alle tende che ogni giorno gli organizzatori spostavano dalla partenza all’arrivo pronte per la tappa successiva. Noi runner avevamo solo 10 litri d’ acqua che gli organizzatori ci fornivano man mano ad ogni check point più o meno ogni 10 km mentre per tutto il resto come dicevo era nello zaino. Il cibo era prevalentemente liofilizzato ed era contato per ogni giorno. Diciamo che se si vuole perdere peso la consiglio!
Ho visto posti bellissimi dove ho scoperto per la prima volta il silenzio assoluto e di notte ho visto un cielo che era strabordante di stelle quasi a far giorno. Ho scoperto molta solidarietà tra i runner e uno spirito d’unione unico. Gli ultimi km sono stati emozionanti dico solo questo, ma ho provato delle emozioni che forse mai avevo provato. Alla fine siamo arrivati finisher meno della metà ma comunque per me tutti quelli che hanno avuto il coraggio di mettersi in gioco meritano un plauso gigante.
A cosa pensi mentre affronti queste prove?
Con le gare lunghe, intendo una 24 ore o anche gare a tappe di una settimana, il tempo stranamente vola perché fai quello che ti piace e sei dove vuoi essere e per me è una gran fortuna. A cosa penso? Ma hai talmente tanto tempo per analizzarti che tante volte finisci una gara svuotato. Non tanto per la stanchezza fisica ma per i pensieri. Si passa da momenti di allegria a dei picchi down repentinamente. Tante volte basta il sorgere del sole dopo una nottata fredda a farti sentire bene mentre altre volte ti porti dei pensieri negativi per tempo. Comunque è sempre una figata vedere che i pensieri sono sempre mutevoli.
Hai già in mente la prossima sfida sportiva a cui vorresti partecipare? Ci dai qualche spoiler a riguardo?
Ma io ogni anno mi imposto una gara big e tante gare per tenermi allenato e per viaggiare. Nel 2026 spazierò tra l’Italia e l’Europa. Ora devo sperare nei sorteggi perché queste gare sono a numero chiuso e, incrociando le dita, mi vedrete su qualche montagna per un lungo giro. Ma il 31 gennaio vi anticipo che sarò in Thailandia per una 100 km e per girare appunto zaino in spalla una nazione affascinante.
Viva la vita!
Un gran coraggio quello di Fabrizio! Ma anche tanta determinazione e forza di volontà! Un modo diverso di vedere i posti…correndo per tantissimi chilometri in Paesi sconosciuti e mai visti prima, con condizioni climatiche non stabili, non è per tutti! Ma noi tifiamo per Fabrizio e per la sua modalità di viaggio non convenzionale! Intanto se volete scoprire qualcosa di più sulla Thailandia, vi ricordiamo l’intervista di Sara che ci ha passato un periodo per volontariato.






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Un commento
Paola | Paola in Viaggio
L’altra estate mi sono appassionata alla corsa, ma in modo totalmente amatoriale. La Marathon des Sables è una gara super estrema anche solo a pensarci però mi ha fatto venire la curiosità di scoprire di più… ma senza ambire a partecipare!