Spagna Insolita
Spagna,  Europa

Alla scoperta della Spagna Insolita: Sud

Terzo e ultimo appuntamento alla scoperta di una Spagna Insolita, di luoghi poco turistici ma molto autentici. Questa volta, insieme ai racconti di altre Travel Blogger Italiane, scendiamo al sud, nella rovente e affascinante Andalucia.

Granada

Como ‘Graná’ no hay ‘ná’

E’ così che piace definire Granada a molti granatini e non solo! Perchè Granada è amore a prima vista, è qualcosa di speciale, è un’emozione unica. Anche Martina di Travel with Marty la pensa come noi e ci lascia qualche consiglio sulla città.

Granada non è solo una stupenda città  dell’Andalusia, è una sensazione, è calura estiva con un pizzico di brezza, che ricorda che, a  non troppi km di distanza, si erge la Sierra Nevada…E’ un miscuglio di dettagli arabeggianti vicoletti, punti panoramici e soprattutto,

 Granada è l’Alhambra.

Questo meraviglioso castello da mille e una notte è stato sede di sultani durante il dominio arabo, è per questo che dal centro cittadino in cui Granada si presenta in tutta la sua modernità, si sale all’Alhambra, luogo in cui il tempo sembra essersi fermato.

Come organizzare un minitour di Granada?

Granada è difficilmente raggiungibile via aereo, ha un aeroporto ma sembrerebbe che i voli che la raggiungono siano pochi e costosi. Quindi la soluzione migliore è arrivare in aereo a Siviglia, e prendere uno dei tanti bus che giornalmente la raggiungono. Oppure, inserire Granada in un tour selfmade dell’Andalusia.

 Per la visita all’Alhambra, viene suddivisa in 2 parti, 2 biglietti quindi: 

Uno per visitarne i giardini e il complesso principale, l’altro per  visitare le stanze del sultano e della corte, quelle più decorate e preziose. Noi abbiamo visitato queste ultime di sera, ed è stato estremamente suggestivo.

Tutto il castello risplende di una luce ambrata, vi sono fiaccole, giochi di luce e stanze con migliaia di dettagli geometrici intarsiati sulle pareti e sul soffitto, un ricamo indescrivibile.

Il giorno seguente invece, l’abbiamo dedicato ai giardini e al castello in generale…stupendo! Giardini e aiuole curati nei minimi dettagli, su gradoni che creano piccoli sentieri e labirinti, archi intarsiati che si affacciano sulla città e sulla collina di fronte fatta di casette bianche che si arrampicano una sull’altra, il quartiere arabo.

Immancabile è quindi la visita a questa parte della città per poi raggiungere il Mirador di una bellezza unica che si affaccia sull’Alhambra.  Un consiglio veramente ancor più  prezioso è proseguire salendo la scalinata del Camino de Sacromonte  e raggiungere il Mirador de San Miguel, uno dei luoghi più emozionanti che abbia mai visto, da cui si può apprezzare la vista su tutta la città.

Alpujarra

Ci spostiamo ora a sud est di Granada, più precisamente ad Alpujarra, e ad accompagnarci in questa visita c’è Raffaella di Raf Around The World che ci fa scoprire, come l’ha definita lei, questa “terra magica tra la Costa del Sol e la Sierra Nevada” della Spagna Insolita.

Ai piedi della mitica Sierra Nevada, sulla direttrice che unisce Granada con la Costa del Sol c’è una strada che si stacca sulla sinistra e risale la valle tra dolci tornanti e distese di mandorli. Questa strada continua per chilometri fino a prendere quota e a raggiungere un luogo magico chiamato la Alpujarra Granadina.

In questo angolo di Andalusia, il tempo sembra essersi fermato ai tempi dell’Inquisizione, in cui gli Arabi persero il dominio sulla città di Granada e vennero a rifugiarsi in queste terre aspre costruendo piccoli villaggi arroccati su ripidi pendii. Villaggi le cui architetture odierne respirano ancora questa influenza araba fatta di orti pensili e dalla costante presenza dell’acqua che proviene direttamente dalla Sierra Nevada e anima piccoli canali di irrigazione, fontane e lavatoi.

La Alpujarra Granadina è il paradiso per gli amanti del prosciutto crudo spagnolo. Sono numerosissimi gli essicatoi in cui stagionare il prosciutto grazie al clima secco e salubre della montagna. Ottimo anche l’olio di oliva. Mentre i più golosi non possono perdere il laboratorio artigianale di cioccolata. Per completare la visita, è necessario entrare in almeno uno dei negozi di artigianato locale (famosi i tappeti in cotone e i manufatti della tessitura locale).

Per i più sportivi, la zona è ricca di sentieri di trekking che percorrono le valli, alcuni dei quali salgono fin sulla Sierra Nevada.

Cordoba

Romani, Mori, Cristiani, tanti furono i popoli che la attraversarono e civilizzarono nei secoli e la loro testimonianza è presente e vive ancora attraverso le sue architetture più conosciute. Silvia di Bagaglio Leggero ci consiglia cosa non dobbiamo assolutamente perderci in questa tappa della Spagna Insolita del sud.

Città di pietra, Cordoba. Città medievale labirintica, fatta di vicoli lastricati, vestigia di un medioevo ricco, artisticamente sviluppato. Siamo nel pieno delle campagne andaluse, ma qui non si è andati al risparmio: gli arabi prima e i cristiani poi l’hanno letteralmente caricata di opere architettoniche meravigliose.

Pur essendo, assieme a Granada e Siviglia, una delle tre “grandi” dell’Andalusia, Cordoba è sicuramente la meno turistica, tanto che nasconde ancora tesori e dettagli tutti da scoprire.

Uno è la Mezquita, la grande moschea della città. Non è certo un segreto: si tratta infatti di uno dei principali monumenti arabo-islamici, gotici e rinascimentali della regione. Il vero trucco però è quello di presentarsi all’ingresso laterale molto presto la mattina (è passato qualche anno, ma “molto presto” se non ricordo male significa attorno alle cinque e mezza), quando i custodi ti permettono di fare un giro non accompagnato dell’interno. Puoi così goderti nella penombra il tripudio di archi e colonne di marmo senza la folla di turisti. Si tratta di un momento molto intimo e atmosferico.

Nota bene: la Mezquita può essere visitata gratuitamente tutti i giorni dalle 8.30 alle 9.30. Ma non è un momento “per pochi”. 

L’altro dettaglio insolito è la Feria de Mayo, la grande festa della città che si svolge a fine maggio. Dura dieci giorni, ed è un delirio: nel vero senso della parola. Concerti, corride e spettacoli si sovrappongono: le vie della città sono sempre affollate, l’alcool scorre a fiumi, e su palchi improvvisati ad ogni angolo si esibiscono bande goliardiche i cui membri sono vestiti con il caratteristico costume fatto di camicia bianca e fazzoletto rosso al collo. 

Ronda

Fiabesca, incantata, romantica

Ecco la sua descrizione in tre parole! Un borgo arroccato su una rupe, diviso e unito, allo stesso tempo, dal suo maestoso ponte. 

Il Puente Nuevo si erige sopra uno strapiombo di 100 metri dalla gola profonda del El Tajo scavata nel corso dei secoli dal torrente Guadalevín.

Dove si trova questa cittadina della Spagna Insolita così surreale? In provincia di Malaga, ad un centinaio di chilometri da quest’ultima. 

Prima di arrivare nel cuore di Ronda, ovvero alla sua ciudad, fermatevi a vedere la Plaza de Toros, una delle più importanti ed antiche della Spagna. Attraversando il Puente Nuevo si arriva alla ciudad. Spero per voi non soffriate di vertigini perché da qua vi è una vista spettacolare ma allo stesso tempo “spaventosa”.

Non perdetevi la Casa del Rey Moro con i suoi giardini e la Mina del Rey Moro, i Baños Arabes, l’Arco de Felipe V, il Palacio de Mondragón. Allo stesso modo ammirate il Puente Nuevo dalle terrazze dei Jardines de Cuenca e percorrete i diversi sentieri che vi daranno modo di osservare il ponte da tutti i punti di vista. 

Ronda, come molte città dell’Andalusia, è un esempio dell’emblema tra la mescolanza della cultura araba e cristiana.

Se riuscite dedicate una notte a Ronda. Non tanto per il tempo necessario per visitarla, è piccola e basterebbe una giornata, ma per godere della sua vera essenza. Quando si allontanano i turisti e cala il sole, l’atmosfera diventa ancora più magica. Senza contare la vista del ponte di notte: magnifica!

Juzcar

Non ne avete mai sentito parlare, vero? Eppure Juzcar è diventata famosa per essere stata scelta per la prima mondiale di un film. Per scoprirlo, leggete quello che ha da dirci Silvia di Itinerario di Viaggio su questa città della Spagna Insolita.

Un paese poco conosciuto in Spagna e abbastanza particolare è Juzcar. Juzcar si trova nel sud della Spagna, precisamente in Andalusia, è abitato da poco più di 200 persone ed è famoso per essere il Primer Pueblo Pitufo del mundo, cioè il primo paese dei puffi al mondo. Juzcar infatti venne scelto nel 2011 per la prima mondiale del film “I Puffi 3D”. Il paese fu dipinto tutto di blu, le case, la scuola, la chiesa, i negozi, tutto era blu come il colore dei piccoli ometti. Gli abitanti furono talmente entusiasti che decisero di lasciare il paese blu anche dopo la prima del film. 

Juzcar si trova in Andalusia, ma in montagna e raggiungerlo non è proprio semplice. La strada è piena di tornanti ed è in salita, inoltre è lontana dalle altre mete turistiche (la più vicina è Malaga a circa un’ora). Pensate che in circa due mesi 70.000 turisti hanno visitato il paesino, una vera e propria manna dal cielo per le entrate di Juzcar. Oggi il pueblo pitufo è pronto ad accogliervi con giochi per bambini, caccia al tesoro ed  eventi vari. I più grandi possono passeggiare per il paese ed ammirare i graffiti sparsi per il paese, o le decorazioni puffose alle finestre delle case. Non esitate troppo ad organizzare un viaggio a Juzcar perché il villaggio è in pericolo di scomparsa; gli eredi del creatore dei Puffi, hanno reclamato al Comune di Júzcar il 12% di diritti d’autore.

Arcos de la Frontera

Insieme a Federica di My Travel Planner ci addentriamo nei territori della Sierra della provincia di Cadice. Da qui inizia infatti la Ruta de los pueblos blancos, un percorso che attraversa la maggior parte dei paesi della comarca della provincia di Cadice. Non potevamo non includerla nella lista delle città della Spagna Insolita!

Adoro la Spagna e l’ho visitata quasi tutta, ma se mi chiedi di raccontartene una parte insolita, mi viene in mente questo paesino candido non lontano da Jerez de la Frontera.

È uno dei Pueblos Blancos, i villaggi tutti bianchi dell’Andalusia.

Arroccato su uno sperone, il bianco delle sue case spicca ancora di più per il contrasto con la roccia ed il verde circostante.

Vanta palazzi arabi, rinascimentali, gotici e barocchi che rispecchiano le dominazioni subite nei secoli. 

Basta una mezza giornata per visitarla perché è molto piccola. Non vi stancherete però mai di passare e ripassare nei suoi vicoli stretti fra le case con le piazzette che si aprono improvvise regalandovi la visione delle facciate imponenti delle sue chiese.

Potendo, consiglio di visitarla durante una delle tante feste che vi si svolgono. Arcos infatti vanta almeno una festa per ogni mese dell’anno.

Io l’ho visitata due volte e, la seconda, sono capitata durante la festa della Cruz de Mayo (croce di maggio). Ad ogni angolo c’erano delle composizioni floreali a forma di croce ed i vicoli del paese erano addobbati, da una casa all’altra, con fili di lana con appesi dei bellissimi centrini colorati. Questo rendeva ancora più belli i vicoli!

Ma le celebrazioni più importanti che attirano tanti turisti, sono quelle che si tengono nella Settimana Santa Pasquale. Per le vie del paese si svolgono varie processioni delle diverse confraternite con i penitenti incappucciati e gli abitanti vestiti da soldati romani. I cortei sono preceduti da statue lignee portate a mano. Il tutto al ritmo dei tamburi!

Arcos comunque vi saprà sorprendere in ogni stagione!

Jerez de la Frontera

Avvicinandoci a Cadice, si attraversa anche la bellissima Jerez de la Frontera, ben più conosciuta come semplicemente “Jerez”. A svelarci tutte le sue meraviglie di questa città della Spagna Insolita, c’è Michela di Foodieroutes.

Nell’estremo sud della Spagna, tra Cadice e Siviglia, si trova Jerez de la Frontera, una tappa che merita di essere inserita in un viaggio alla scoperta dell’Andalusia. Un tempo sede della frontiera dell’antico regno arabo di Granada, Jerez è oggi una cittadina famosa per diversi aspetti: l’essere la patria del flamenco, capitale mondiale della produzione dello sherry e dell’allevamento degli splendidi cavalli andalusi. 

La città è stata soggetta a diverse epoche storiche, di cui si ritrovano diversi elementi passeggiando nel cuore della città, tra i vicoli del casco antiguo (centro storico). Proprio qui, osservando le numerose chiese e edifici tuttora ben conservati, si respira un’atmosfera a tratti spagnola e a tratti araba. Il monumento principale è la Cattedrale di San Salvador, un edificio in stile barocco con elementi rinascimentali e neoclassici, che si trova a breve distanza dall’Alcazar, una fortezza che testimonia lo splendore della città durante l’epoca musulmana.  

Appena fuori dal quartiere storico, si trovano le bodegas, ovvero le cantine di produzione del Jerez (Sherish dagli arabi), più comunemente noto come Sherry. Si tratta di un vino liquoroso e secco che, nonostante la notevole gradazione alcolica, è in realtà una bevanda versatile che si può abbinare a diverse portate a seconda della tipologia. In passato Jerez è stata la città natale di cantanti, musicisti e ballerini di flamenco ed ospita ancora oggi le scuole più prestigiose di questa magnifica arte, propria del popolo gitano.

Oltre ad assistere ad uno spettacolo di flamenco nei tablao della città, a Jerez si può partecipare ad una serata di balli equestri a ritmo di musica presso la Scuola Reale Andalusa di Arte Equestre. E se tra arte, storia e tradizioni, volete includere nel vostro viaggio qualche giorno di mare, Jerez è un buon punto di partenza per visitare la vicina Costa de La Luz, con i suoi centri balneari ed ampie spiagge di sabbia bianca.

Tarifa

E come ultima tappa, scendiamo più a sud che si può con Marina di Maraina in Viaggio e andiamo alla scoperta di una Spagna Insolita…quasi Africa!

Quando sono arrivata a Tarifa, ho capito subito che l’avrei amata.

Innanzitutto per me ha avuto da subito un valore simbolico: il luogo più vicino all’Africa, da cui l’Africa si vede distintamente, separata da un sottile braccio di mare. E quel braccio di mare, poi, è esso stesso simbolico: le Colonne d’Ercole, quello Stretto di Gibilterra che separa due continenti e fa incontrare due mari, il Mediterraneo da una parte e l’Oceano Atlantico dall’altra.

In mezzo all’incontro tra i due mari si colloca Tarifa, col suo porto, protetto sul lato Mediterraneo, e le sue spiagge, aperte e battute dal vento sul lato Atlantico. A fare da sponda un’isoletta, oggi collegata a riva da un molo: è l’Isola de las Palmas, che non è percorribile. Il molo sì, invece, si percorre eccome, prendendosi tutti gli schizzi d’acqua del mare da una parte e dell’oceano dall’altra. E incappando nella furia del vento che da queste parti è particolarmente energico.

Tarifa è nota per due motivi: il kite surf, per cui giungono sulle sue lunghe e ampie spiagge ventose sportivi da ogni parte d’Europa; e il collegamento con Tangeri per il tramite dei traghetti che proprio dal porto di Tarifa partono per raggiungere il Marocco.

C’è anche un terzo motivo: il pesce. Andate a cena in uno dei ristoranti di Tarifa, vi innamorerete della cucina di mare di questa parte estrema dell’Andalucìa. La zona del resto ha una millenaria tradizione di pesca, in particolare del tonno. L’odore del salmastro e il vento che vi increspa i capelli saranno i vostri fidi compagni di viaggio durante il vostro soggiorno a Tarifa.

Speriamo che questo nostro viaggio alla scoperta della Spagna Insolita vi sia piaciuto! Ringraziamo tutte le travel blogger che hanno deciso di partecipare, senza di voi non sarebbe stato possibile scoprire così tanti angoli insoliti della Spagna!

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