Viaggio a Mendoza Aconcagua
Argentina,  Sud America,  Mondo

Dagli Appennini alle Ande: viaggio a Mendoza

Fin da piccola ho sempre sentito dire la frase “dagli Appennini alle Ande” ed è stato proprio questo il mio primo pensiero nel momento in cui mi sono trovata di fronte al Tetto delle Americhe, ovvero l’Aconcagua che con i suoi 6962 m è la montagna più alta di tutto il continente americano. 

Ho avuto modo di visitare l’Aconcagua, le Ande e la città di Mendoza durante i mesi in cui ho vissuto in Argentina. Sono partita da Rosario e con una lunga nottata di pullman sono arrivata a Mendoza. Un viaggio infinito, di ben 14 ore per molte delle quali per fortuna sono riuscita a dormire e per la restante parte mi sono letta la mia fedele guida della Lonely Planet . Se vi volete spostare in Argentina con gli autobus vi consiglio come sito per prenotare i biglietti online Plataforma 10. Tenete conto che i pullman sono il mezzo di trasporto più utilizzato in Argentina, dove il treno è pressoché inesistente e non ci sono molte compagnie aeree low cost. Mendoza dispone comunque di un aeroporto internazionale.

La città ai piedi delle Ande: Mendoza

Mendoza, città vicina al confine con il Cile si trova a circa 1000 km ad ovest di Buenos Aires, dà il nome alla provincia in cui si trova e di cui è il capoluogo. Si trova a pochi chilometri dalle Ande e proprio per questo è il punto di partenza perfetto per visitarle con un tour in giornata. Non c’è bisogno di prenotare prima online, ma arrivando in città si può prenotare senza problemi un tour direttamente in loco il giorno prima. Vi sono tantissime agenzie e tour operator che offrono all’incirca lo stesso tour allo stesso prezzo con giro in pullman e pranzo compreso.

Mendoza è una cittadina atipica per il sudamerica e si nota la vicinanza alla cordigliera sull’architettura degli edifici presenti con tetti molto spioventi. Come la gran parte delle città argentine è divisa in cuadras, ovvero in vie perpendicolari tra loro che formano dei quadrati e dei rettangoli (simile al principio dei cardi e decumani romani) . Pur essendo il capoluogo di provincia non è particolarmente grande e, anche per questo, è abbastanza sicura. La sera si può passeggiare nella via principale dei locali e bar, Avenida Arístides, passando una bella serata accompagnata magari da un cocktail o da un buon calice di vino.

Nel giorno di arrivo a Mendoza, dopo aver prenotato un tour per le Ande, ho visitato la città partendo dal Parque General San Martín. Un parco immenso di 420 ettari dove si può passeggiare lungo la riva del lago ed ammirare, in cima alla collina Cerro de la Gloria,  il monumento in memoria dell’esercito delle Ande di San Martín che liberò l’Argentina, il Perù e il Cile dal dominio spagnolo.

Mendoza, almeno in Argentina, è sinonimo di buon vino. Infatti è circondata da vigneti e una delle attività più rinomate è fare proprio un tour enologico tra le bodegas (aziende vinicole) locali. Anche per questo tipo di tour esistono agenzie che li organizzano. Una delle località più famose e rinomate è la piccola cittadina di Maipú, dove si trovano un numero tale di bodegas che è possibile visitarle in bicicletta passando facilmente da una all’altra.

Verso le Ande seguendo la Ruta National 7

Il giorno seguente dell’arrivo a Mendoza, ho avuto modo di visitare le Ande seguendo la Ruta National 7 (RN 7). Il tour è iniziato con una prima tappa al lago artificiale Potrerillos immerso nella precordillera andina per poi continuare verso la fermata successiva a Los Penitentes, località famosa per le sue piste da sci. Essendo il periodo di Pasqua, seppur alta a fine aprile, non era presente ancora la neve e perciò lo stabilimento di risalita si poteva prendere per fare una passeggiata tra le vette presenti, le cui cime ricordano una schiera di monaci in fila (il nome Penitentes deriva proprio da questa particolare forma). La seggiovia era piena di amanti della mountain bike che scendevano a tutta velocità le piste sterrate. Per tutti gli altri visitatori l’impianto di risalita dava modo di passeggiare ed ammirare il panorama attorno da una posizione più elevata.

Un panorama davvero particolare per noi italiani che siamo abituati alle Alpi. Quando pensiamo alla montagna se non pensiamo direttamente alla neve pensiamo almeno ad un paesaggio verdeggiante e pieno di ruscelli d’acqua, qua invece sembrava quasi un paesaggio marziano in quanto seppure in alta quota non solo non vi era neve, ma il terreno era arido senza neanche una pianta. Sono le cosiddette Ande Aride che per via della siccità diffusa, hanno un paesaggio quasi desertico. Inoltre per via del cosiddetto “vento bianco” la neve viene spesso spazzata via anche sullo stesso Aconcagua ad eccezione della cima. Non vi sono nevi perenni se non in altissima quota (sui 5000m). Una piccola curiosità è legato al nome Cuyo presente in molti luoghi nella provincia di Mendoza. Deriva da cuyum che nella lingua nativa degli huarpe significa proprio “terra sabbiosa”. 

La terza tappa del tour si è fermata al Puente del Inca, una delle meraviglie naturali del territorio argentino a mio avviso. Un ponte di pietra arancione sul Río de las Cuevas . Il suo peculiare colore deriva dalle acque sulfuree presenti. Non a caso si trovano delle rovine di un’antica spa in mattoni, oggi inagibile ma ancora visibile. Attorno al Puente del Inca vi è un piccolo mercatino di bancarelle di artigianato andino molto caratteristico. 

Punto finale del tour era proprio il Cristo Redentor con di fronte il Cerro Aconcagua. Il Parque Provincial Aconcagua attorno si estende per un’area di circa 710 kmq. Per arrivare davanti al Tetto delle Americhe ci siamo fermati prima a Las Cuevas, un piccolo paesino di montagna, sito poco prima del tunnel che collega Argentina e Cile, dove non vi sono neanche venti residenti fissi. Un paesino di legno e pietra spesso non raggiungibile d’inverno per via di forti nevicate. Si tratta di una tappa quasi obbligatoria prima di salire sul Cristo Redentor per adattarsi meglio al clima e all’altitudine.  

Ad una un’altitudine di 3854 m pensavo “letteralmente di morire di freddo” non essendo adeguatamente coperta (una giacca a vento non aveva uno spazio prioritario in un’unica valigia per 6 mesi!) al contrario non era così freddo, anche se il forte vento che è sempre presente era gelato. Si può raggiungere con un furgoncino jeep in quanto è una stradina piena di curve percorribile da fuoristrada o 4×4. Alle prime nevicate autunnali non è più possibile raggiungerlo e talvolta, anche se non è presente la neve, non è raggiungibile per le condizioni meteorologiche.

Una volta giunti in cima alla stradina sterrata ci si trova di fronte al Cristo Redentor, statua simbolo di pace tra Argentina e Cile. Qua vi è proprio il confine tra i due Paesi, ma tranquilli niente dogana né timbri timbri sul passaporto. Una pausa di una ventina di minuti per poter ammirare il panorama: il Cerro Aconcagua e le Ande. Sembrano davvero “immensamente vicine” a soli pochi passi da noi. Se farete un tour sulle Ande spero che sarete fortunati come me e potrete salire in cima sul Cristo Redentor e lasciarvi ammaliare da questo spettacolo della natura. 

6 commenti

    • trottoleinviaggio@gmail.com

      Ma dai! Io anche ho vissuto diversi mesi in Argentina, ma a Rosario. Ho trovato Mendoza molto carina e pittoresca, differente dalle altre città argentine che ho avuto modo di visitare. Sono contenta di averteli ricordati 😊

    • trottoleinviaggio@gmail.com

      Confermo che sono veramente suggestivi completamente differenti dalle “nostre” catene montuose italiane😊

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