Emilia Romagna,  Italia

I 7 segreti di Bologna: un’insolita caccia al tesoro

Sono stata tante volte a Bologna, la maggior parte il mio percorso si limitava ad andare dalla Stazione Centrale all’aeroporto. Qualche volta però mi sono presa più tempo per visitare amici e una di queste volte ho scoperto i 7 segreti di Bologna.

Bastano due ore!

Si, proprio così! In due ore riuscirai a vedere tutti i 7 segreti di Bologna. Si trovano tutti in centro e a poca distanza l’uno dall’altro. La mia ultima visita al capoluogo emiliano è stata in giornata, arrivo in mattinata e, ahimè, ritorno in serata rigorosamente pre-mezzanotte, come Cenerentola, per via del coprifuoco.
A farmi da guida, la mia carissima amica Veronica, motivo per cui ho deciso di dedicare una delle domeniche più afose dell’estate a questa visita, piuttosto che ad una rilassante giornata in una delle spiagge del Monte Conero, a due passi da casa.
Per via del Covid devo dire che era un po’ che non visitavo la città, così dopo un pranzo di chiacchiere tra amiche, abbiamo deciso di fare un piccolo tour in centro.

E’ così che Veronica mi ha ricordato la storia dei 7 segreti di Bologna, un paio dei quali non avevo visto.

Primo segreto: le frecce di Corte Isolani

Siamo su Strada Maggiore, a due passi dalla Torre degli Asinelli e da Piazza Maggiore. Vale la pena su questa via fermarsi al civico 26 e alzare gli occhi sul porticato.
Un porticato in mattoni e lastre di legno di quercia risalente al XIII secolo. Il porticato, di nove metri di altezza, è il più alto porticato in tutta la città di Bologna.
Ma non è questo il primo dei 7 segreti di Bologna.
Serve un po’ più di concentrazione, sempre con il naso all’insù, per trovare tre frecce conficcate nel solaio.


Ma come ci sono finite tre frecce proprio lassù?
La leggenda narra che l’allora proprietario di questa abitazione civile del Duecento lasciasse spesso a casa da sola la sua dama, che colpita da una noia terribile aveva preso l’usanza di invitare altri compagni nel suo letto. Il conte, durante una delle sue uscite, venne informato che, nel suo palazzo, la sua amata dama era in dolce compagnia e decise quindi di mandare degli uomini armati ad uccidere l’amante. Mente i sicari stavano arrivando, la donna pur di salvare il suo giovane innamorato, ebbe l’astuzia di distrarre gli uomini mostrando i suoi seni dalla finestra. E’ così che dagli archi dei tre, distolti dalla mossa abile della dama, partirono le frecce che ancora oggi sono ben visibili sul soffitto del porticato. L’amante della donna ebbe, in questa maniera, modo di scappare e salvarsi dalla tragedia

Secondo segreto: i quattro cantoni

Nel Voltone del Podestà, in piazza Maggiore, sotto la Torre dell’Arengo si trova il secondo dei 7 segreti di Bologna. Conosciuto come i “quattro cantoni” perché ad ogni angolo della volta vi si trovano le statue dei Santi protettori della città. Ma il segreto sta in uno strano effetto acustico che si crea in questo spazio. Posizionandosi ad uno dei quattro angoli, con il viso rivolto verso la statua corrispondente, si riuscirà a comunicare perfettamente con la persona all’angolo opposto. Questo “telefono senza fili” si crea grazie all’architettura che crea un campo di risonanza del suono.


In passato si dice che questo articolato sistema fonico avrebbe permesso ai preti di poter confessare i lebbrosi senza avere il minimo contatto con loro.
Altre storie narrano di amanti che si scambiavano parole dolci in questo modo senza farsi scoprire.
Andate tranquilli che sicuramente troverete il posto esatto dei quattro cantoni vedendo altre persone testare il gioco di suoni.

Terzo segreto: la pietra del Nettuno

Uno dei 7 segreti di Bologna è, come elegantemente l’ha chiamato la mia amica Veronica, la pietra del Nettuno. Questo segreto è però conosciuto anche come “la falsa erezione del Nettuno”. Posizionandosi in una mattonella alle spalle della statua, si crea un gioco ottico per cui la mano di Nettuno sembra essere un fallo in erezione. La scelta dello scultore non fu poi così casuale. Sembra che l’allora papa Pio IV avesse commissionato la scultura con una precisa richiesta: scolpire i genitali del corpo il più possibile minuti. Il torto dello scultore Giambologna impedisce tutt’oggi alle suore di entrare in Piazza Maggiore passando in questo punto preciso, per non violare il loro voto di castità.


Ma come si capisce da quale mattonella riuscire a vedere la giusta angolazione per scovare il terzo dei 7 segreti di Bologna? Per individuare la giusta zona, basta incamminarsi alle spalle del Nettuno, dal lato della Sala Borsa e fare attenzione particolare alla pavimentazione. Ad un certo punto troverete sul cammino una mattonella più grande, con una cerchiatura: quello sarà il momento di girarsi verso la statua per scoprire il segreto.

Quarto segreto: Canabis Protectio

Continuando il percorso, dando le spalle a Piazza Maggiore, nel portico sul lato sinistro del principio di Via Indipendenza, alzando lo sguardo, si noterà una scritta, divisa in tre parti. La scritta in latino “Panis vita, Canabis protectio, Vinum laetitia” è il quarto dei 7 segreti di Bologna che vi svelo. “Il pane è vita, la cannabis è protezione, il vino è gioia” non è un incitamento all’uso di sostanze stupefacenti, come si può pensare in un primo momento. Notando bene i disegni che accompagnano le parole “Canabis protectio”, si può vedere il decoro realizzato con le piante di canapa. La canapa in questo caso viene utilizzata come sinonimo di ricchezza, poiché il prestigio economico della città di Bologna ai tempi era dovuto essenzialmente al commercio di questa pianta.

Quinto segreto: la piccola Venezia

No, non mi sono impazzita e non ho nemmeno preso un treno per Venezia durante la mia sosta di una giornata a Bologna. Il capoluogo emiliano ad un primo impatto non lascia presagire una rete di canali che lo attraversa, ma c’è uno dei 7 segreti di Bologna che vi farà cambiare idea!
Camminando in direzione di via Piella, ad un tratto, sotto gli immancabili portici, noterete una piccola finestrella. Prestate particolare attenzione, alcune volte io l’ho trovata chiusa, per fortuna conoscevo il punto esatto della piccola Venezia.
Aprendo la finestra scoprirete una vista insolita, i vostri occhi noteranno subito il canale delle Moline, un piccolo corso d’acqua che costeggia i palazzi circostanti. Questa vista ricorda molto i canali di Venezia, da cui poi la scelta del nome “piccola Venezia”.

Sesto segreto: il vaso rotto sulla Torre degli Asinelli

Devo essere sincera con voi lettori e confessarvi che durante questa ultima sosta a Bologna non sono salita sulla torre. L’avevo già fatto in passato, in una giornata senza quella cappa d’umidità che ci ha fatto compagnia in questo nostro tour. Consiglio comunque di salire sulla Torre degli Asinelli in una giornata piuttosto limpida, in modo da poter godere del paesaggio e osservare “Bologna la rossa” da tutti i quattro lati della torre.


Devo anche confessarvi che quando salii, non ero ancora a conoscenza della storia dei 7 segreti di Bologna. Ovviamente ne avevo già visti la maggior parte, un po’ per caso o po’ per fama, ma non ho potuto constatare la veridicità di quello che sto per svelarvi.
Si racconta che sulla cima della torre degli Asinelli si trovi un vaso in ceramica. Nulla è dato al caso nemmeno per questo segreto. Il suo significato intrinseco sta a testimoniare le modalità pacifiche che caratterizzano i bolognesi per risolvere i conflitti.

Settimo segreto: panum resis

Siamo arrivati all’ultimo dei 7 segreti di Bologna. Anche per questo segreto l’ho dovuto apprendere senza verificare di persona…questa volta l’impresa sarebbe stata più difficile, soprattutto di domenica, in periodi di pandemia.
Non mi sto giustificando, capirete ora il perché. L’ultimo segreto è nascosto dentro Palazzo Poggi, in via Zamboni, sede dell’Università di Bologna. La scritta “panum resis” sarebbe incisa in una delle cattedre delle aule che vi sono ospitate. Questa coppia di parole latine starebbe a significare che la conoscenza è alla base di ogni scelta importante.


Vista la posizione e il giorno festivo, capite bene che mi è stato impossibile accertarne l’esistenza, ma lascio a voi la divertente caccia al tesoro tra le aule dell’università per completare tutti i 7 segreti di Bologna.

16 commenti

  • Patrizia

    Ma dai che meraviaglia! Alcuni li conoscevo, ma altri no. Ad esempio (non so se sia un segreto o meno), sapevo che c’è il lampione che si illuminava ogni volta che nasceva un bambino. Comunque adoro queste cose e baso le mie visite nelle città sulle curiosità!

    • trottoleinviaggio@gmail.com

      Questa del lampione mi è nuova ed è una cosa super strana ma interessantissima, chiederò alla mia amica di Bologna se esiste ancora!

  • Valentina

    Sai che nonostante sia di Modena, frequento pochissimo Bologna. Credo che l’ultima volta in cui ho visitato la città sia stato nel 2015 o 2016… pensa te.
    Comunque di tutte queste interessanti curioistà che hai elencato, conoscevo (perché mi è stata mostrata), quella della “piccola Venezia”.
    Il tuo articolo mi ha incuriosito ad andare alla ricerca di tutti gli altri particolari e a salire sulla Torre degli Asinelli 🙂 Ora che sono laureata, posso farlo 😉

    • trottoleinviaggio@gmail.com

      Ciao Valentina! La superstizione della salita sulla torre degli Asinelli io sapevo che era legata solo agli universitari che studiavano a Bologna (un po’ come quella della Torre del Mangia per gli studenti di Siena). Infatti io una volta andai non ancora laureata, sempre a trovare questa mia amica che cito nell’articolo, e dovetti salire da sola, perché lei appunto studentessa dell’Alma Mater Studiorum non ancora laureata.

  • Eliana

    Eh Bologna è più che magica e ha davvero tanti, tantissimi segreti da poter mostrare! Ci sono stata tantissime volte e mi sento a casa quando la visito ma devo ammettere che alcuni luoghi, o meglio alcuni segreti, non li conoscevo!

    • trottoleinviaggio@gmail.com

      Per me era la prima volta che li scoprivo, seppure sono stata tante volte a Bologna! Comunque ti fanno fare un giretto completo in città!

  • Marina

    Adoro Bologna e pensavo di conoscerla, ma di questi segreti proprio non sapevo niente !! Quello della statua del Nettuno è troppo divertente, verificherò la prossima volta che andrò in città.

  • Anna

    Avevo un’amica di Bologna e sono andata a trovarla due o tre volte, purtroppo senza visitare molto la città. Non sapevo che Bologna avesse questi sette segreti, però ammetto di conoscere quello del dito di Nettuno perché credo che me l’abbia raccontato proprio la mia amica. Che sporcacciona… Post interessantissimo!

  • Paola

    Adoro queste leggende e queste piccole caratteristiche nascoste nelle città!
    Bologna mi ha sempre affascinato! Quando riuscirò ad andarci, scoverò ognuno di questi segreti!

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