Sud America,  Uruguay,  Mondo

Isolarsi dal mondo a lume di candela: Cabo Polonio

L’Uruguay è un Paese poco conosciuto dalla maggior parte degli europei, ma regala meraviglie davvero inaspettate come Cabo Polonio. Un luogo speciale e magnetico, quasi ipnotico.

Isolato dal mondo, un posto dove il tempo sembra essersi fermato e dove i ritmi sono lenti e dettati solamente dal sole: qua non vi è energia elettrica, ma solo lumi di candela

Cabo Polonio, un paesino di pescatori ed hippy, si trova sulla costa orientale dell’Uruguay e si sviluppa all’interno del Parco nazionale a cui dà il nome. Si sviluppa lungo un istmo sabbioso con un faro in punta ed è tutt’attorno completamente circondato da dune. Proprio per questa conformazione, gli unici modi per raggiungerlo dalla strada principale sono andare a cavallo, noleggiare un quad/fuoristrada o prendere una jeep stile safari che fa la spola per i collegamenti con l’esterno. D’estate il paese si riempie di turisti, ma d’inverno probabilmente ci sono più leoni marini ed otarie che persone nell’istmo. Ospita infatti una delle maggiori colonie di leoni marini di tutto l’Uruguay e del Sud America. A seconda del periodo si possono avvistare anche pinguini e balene.

Avendo soggiornato a maggio e quindi in pieno autunno australe, ho avuto la fortuna di visitarlo in un periodo fuori stagione e potermi godere in pieno la vera essenza di questo luogo incantato.

Se volete visitare questo angolo dell’Uruguay dovete rinunciare a molte comodità e a qualsiasi tecnologia tra cui lo smartphone: eh già, poca ricezione e niente Wifi…avvertite familiari ed amici che non sarete raggiungibili per tutto il tempo del soggiorno! Allo stesso modo ricordatevi di portarvi abbastanza contante (pesos uruguayani) per tutta la permanenza in quanto non vi sono bancomat né possibilità di pagare con il Pos.

Cabo Polonio si trova a circa quattro ore di autobus (in Uruguay è chiamato colectivo) dalla capitale Montevideo. Nel periodo in cui l’ho visitato si doveva per forza dormire in loco, perché passava un solo colectivo al giorno. Il biglietto si può acquistare direttamente alla stazione Tres Cruces di  Montevideo con la compagnia di trasporto Rutas del Sol.

Una volta scesi dal “bus colectivo” vi attenderà una jeep colectivo per raggiungere il paesino di Cabo Polonio… spero vi piaccia il rally perché è proprio questo quello che vi aspetta!

Un consiglio, se non soffrite di mal di macchina, posizionatevi in alto per poter godere al meglio del panorama del tragitto. Una mezz’oretta tra dune e alberi lungo una “strada” neanche a dirlo sabbiosa. Una volta giunti in “paese” la jeep si fermerà nella “piazza principale”. Notate bene che non esistono strade né tanto meno auto, ci si riappropria del tempo e si cammina!

Il paese si caratterizza in due aree principali divise dalla zona del faro. Nella parte più settentrionale si hanno casette principalmente in legno, costruite dagli stessi abitanti, mentre nella zona più meridionale si hanno case in cemento armato. Il mio consiglio è di soggiornare nella parte più autentica e provare l’esperienza di vivere per qualche giorno in una casetta di tavole di legno con un’incantevole vista mare.

Ad esempio, io e il mio compagno di viaggio abbiamo soggiornato in un ostello il Lobo Hostel Bar prenotato tramite Booking. La struttura è stata costruita dai proprietari che dormivamo in una camera matrimoniale nel sottotetto. Per arrivarci si doveva salire con una scala in cui ci si doveva sorreggere ad una corda, il soffitto della camera era formato direttamente dal tavolato del tetto ed era così a spiovente che si riusciva a stare in piedi soltanto sulla porta. Non vi sono vere e proprie “porte” ma solo un altro tavolato e un letto adagiato sul pavimento. Proprio sopra a quest’ultimo vi era un enorme lucernario, da cui si potevano ammirare le stelle di notte e ai piedi del letto vi era un’altra finestra che dava sul mare. Dimenticatevi qualsiasi comodità se volete soggiornare qua, come ad esempio l’acqua calda! A dir poco un’esperienza unica soggiornare in un posto così.

A Cabo Polonio non arriva la linea elettrica, ma la minima elettricità è fornita da energie rinnovabili, quali fotovoltaico ed eolico. Chiaramente tali fonti di energia non sono in quantità tali da garantire un’illuminazione notturna e si gira perciò con torce o a lume di candela. L’atmosfera che si crea è davvero surreale. Gli stessi ristoranti hanno una luce soffusa data dalle sole candele, e al buio, azioni anche semplici come ritrovare il proprio alloggio non sono così scontate come potrebbero sembrare.

Il primo giorno che siamo arrivati abbiamo preso una giornata uggiosa, ma siamo rimasti lo stesso ammaliati dal suo fascino tanto da voler rimanere un giorno in più.

In questi tre giorni abbiamo avuto modo di staccare completamente la spina dalla routine quotidiana con lunghe passeggiate tra le dune sabbiose e la battigia dell’oceano: raccogliendo conchiglie, ammirando le onde del mare ed ascoltando i suoni che ci circondavano. Ammirando il paesaggio che si scopre dalla cima del faro ed assaporando, a lume di candela, i piatti tipici locali, come il cazón (carne di squalo) e buñuelos de algas (frittelle di alghe marine). Camminando tra i caratteristici murales leggendo  le “riflessioni” presenti per tutto il paesino. Girovagando tra i negozietti di artigianato locale e osservando la colonia di leoni marini ed otarie che tranquille e “spaparanzate” si godevano il sole sugli scogli. Il tutto accompagnati da fedeli amici a quattro zampe locali.

Due sono le cose che davvero ti levano il fiato a Cabo Polonio: il tramonto e le stelle. Non so per quale strana combinazione di luce e atmosfera, ma non ho mai visto altri tramonti così: colori tanto forti e brillanti che ti ipnotizzano letteralmente. Consiglio di andare a vederlo nella Playa Sur dove grazie alla conformazione della penisola è possibile vedere il tramonto sul mare. E una volta che cala la notte si apre un vero e proprio spettacolo sopra ai nostri occhi. Avvolti nel buio e nel silenzio totale, rotto al massimo dall’infrangersi delle onde dell’oceano o dal vento, poter vedere la volta celeste senza nessun inquinamento luminoso non è qualcosa da tutti i giorni. Senza contare che non siamo abituati alle costellazioni dell’emisfero australe.

Spero di essere riuscita a raccontare almeno in parte la magia di questo angolo sconosciuto dell’Uruguay e perché tra oceano, leoni marini e lumi di candela sia così affascinante e rilassante trascorrere del tempo in questo luogo senza comodità e senza tutto ciò a cui siamo abituati.

2 commenti

  • Noemi

    Ti confesso che, quando ho letto che non arriva la luce elettrica, mi hai conquistata subito. Immagino l’intensità di quel cielo notturno senza luci artificiali che ne offuscherebbero le stelle.

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