visitare campello sul clitunno
Umbria,  Italia

Un borgo da visitare in Umbria: Campello sul Clitunno

L’Umbria è piena di borghi arroccati come dei piccoli gioielli incastonati tra le sue montagne. Durante un weekend in terra umbra siamo andati alla scoperta di Campello sul Clitunno, un luogo da visitare fuori dalle classiche rotte turistiche

Cosa visitare a Campello sul Clitunno

Campello sul Clitunno si trova in provincia di Perugia, a poca distanza dalla città di Spoleto e dal famoso borgo di Rasiglia. Abbiamo scelto infatti di visitare entrambi i borghi nell’arco della stessa giornata. Proprio lungo la strada che collega Rasiglia a Campello, abbiamo avuto la possibilità di ammirare quest’ultimo dall’alto in tutta la sua interezza.

Campello sul Clitunno si divide principalmente in due parti, la parte alta che si sviluppa attorno al castello e la parte bassa a valle. I posti da visitare sono vicini tra loro, ma per visitarli serve muoversi in automobile. 

Campello Alto 

Un piccolo borgo fortificato e cinto da mura ancora perfettamente conservate. Un piccolo gioiellino arroccato sulla cima della sua altura con all’interno un edificato in pietra e mattoni a vista che sorgeva attorno al suo castello, una fortificazione costruita tra il X-XI secolo dal barone di Borgogna, Rovero di Champeaux. 

Un luogo dove il tempo sembra essersi fermato. Perdetevi tra i vicoletti del borgo per ritrovarvi sempre nel punto di partenza, ovvero l’unica porta d’ingresso della cinta muraria, di fronte alla piazzetta e chiesa di San Donato. Avendo visitato Campello sul Clitunno Alto durante l’orario di pranzo, era deserta. Sembrava lì apposta per solo noi. Abbiamo scelto di mangiare proprio in questo luogo fuori dal tempo provando il Ristorante Sapori nel Borgo , consigliato sia per la location sia per la qualità del cibo. 

Le Sorgenti del Clitunno

Le Sorgenti del Clitunno sono conosciute fin dall’antichità ed erano considerate sacre dai Romani. Queste sorgenti furono fonti di ispirazione da sempre per artisti, poeti e scrittori, tra i tanti Virgilio, Corot, Byron e Carducci. 

La loro conformazione attuale è stata voluta dal conte Paolo Campello della Spina nella seconda metà dell’Ottocento.

Uno specchio d’acqua limpida e cristallina alimentata dalle sorgenti sotterranee e circondata da una fitta vegetazione di salici piangenti e pioppi. A custodirle cigni e paperelle.

Per entrare nel parco si paga un biglietto di 3€. Personalmente è un luogo ideale per rilassarsi e passeggiare ma non sono rimasta particolarmente colpita, lo consiglio solo a chi ha bambini, che vorranno senz’altro dar da mangiare ai cigni e alle paperelle presenti, e a chi ha un debole per i parchi.  

Tempietto sul Clitunno

Questa è per me la vera chicca di Campello sul Clitunno

Se ci leggete assiduamente sapete già del mio debole per l’archeologia e proprio il Tempietto sul Clitunno è uno dei migliori riutilizzi di materiali ed elementi romani da parte dei Longobardi. Non a caso è stata inserita nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO nel circuito dei siti “I Longobardi in Italia: i luoghi del potere (568-744 d.C.)”

La chiesa di San Salvatore, meglio conosciuta come il Tempietto del Clitunno, si trova nella frazione di Pissignano. E’ un piccolo sacello a forma di tempio di origine paleocristiana. Esternamente ricorda un tempietto classico in antis. Spiccano le 4 colonne di ordine corinzio, ognuna diversa dall’altra, sormontate da un timpano riccamente decorato. Molto particolare è anche la decorazione del timpano posteriore. Una rivisitazione dell’architettura classica associata a simboli cristiani. Molto originale e personalmente, l’ho trovata molto bella. Osservate questo tempietto ponendo la giusta attenzione alle decorazioni e ai particolari, che meritano davvero. Internamente sono presenti ancora degli affreschi del VIII secolo ed una piccola edicola. 

Il Tempietto si può vedere in parte dalla strada, ma per visitarlo si paga un biglietto in loco di 3€ con rilascio di depliant esplicativo. Consiglio di entrare perchè, anche se piccolo, merita di essere ammirato. Vista la vicinanza con le Sorgenti del Clitunno e il loro legame storico, si potrebbe pensare ad un biglietto unico per entrambi.

Lizori e Castello di Pissignano 

Un luogo scoperto un po’ per caso, non lo nego.

Attratti dal castello di Pissignano abbiamo deciso di arrampicarci (e sì, la strada è così pendente in alcuni tratti che più che una salita sembra un’arrampicata!) verso la fortezza e il borgo sottostante. Abbiamo così scoperto il borgo e il progetto “Lìzori”

Ho un debole per i borghi in pietra, ma questo borgo S.Benedetto, frazione del Comune di Campello sul Clitunno, mi ha davvero colpita

“Lìzori” è il toponimo di fantasia, coniata dall’artista Antonio Meneghetti, per questo borgo arricchito da un notevole bagaglio storico alle sue spalle, ma in totale abbandono dal secondo dopoguerra in poi. Nacque così il progetto “Lìzori” per ridargli vita a partire della seconda metà degli anni Settanta. Un’iniziativa esclusivamente di privati, quali architetti, ingegneri, imprenditori, artigiani, professionisti, coordinati dallo stesso Meneghetti. 

Grazie a fondi privati il borgo è stato completamente recuperato, rendendolo fruibile alla comunità. Vi consiglio di visitarlo e magari di perdervi tra i suoi vicoletti.

Noterete subito che ogni casa ha scritto fuori un nome, chissà forse del proprietario. Un tono personale ed originale, che rende ancora più accogliente questo incantevole borgo. Non a caso è sede di molte associazioni ed ospita laboratori, corsi e convegni internazionali di arte, cultura e formazione.

Ma cosa significa Lìzori?

“Lì”, avverbio di luogo, nella nostra lingua, dove

“Zo”, etimo del verbo greco vivere

“Ri”, sempre dal greco antico, orao, ossia vedere

“ Lì dove la vita vede, lì dove la vita si contempla”

Ecco se volete visitare un angolo di Umbria autentica e fuori dai classici tour turistici, Lizorì e, più in generale, Campello sul Clitunno sono proprio quello che state cercando.

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